Twitter ha superato il traguardo dei 145 milioni di iscritti

4 settembre 2010 by Roberto  
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Evan Williams, amministratore delegato di Twitter, con un messaggio pubblicato sul blog della società di microblogging ha dichiarato che il Social Network ha sfondato il tetto dei 145 milioni di iscritti.
Secondo Williams il rilascio della applicazione ufficiale per smartphone ha contribuito in maniera decisiva a far crescere il numero di utenti: ben il 16% dei nuovi iscritti si sono collegati al sito prima dal cellulare che dal computer.
Dalla metà di aprile le persone che si sono connesse a Twitter tramite telefono cellulare sono cresciute del 62%.
Il Social Network di microblogging procede ad una media di 300 mila nuovi utilizzatori del servizio al giorno: fino a 4 mesi fa gli iscritti erano (solo?) 105 milioni.
Non c’è dubbio che l’applicazione per l’iPad di Apple, da poco disponibile, sia destinata a contribuire all’aumento del numero di utenti.
Al confronto con Facebook i numeri dicono che le utenze dei due Social Network sono rispettivamente di 500 milioni per Facebook e di 145 milioni quelle di Twitter.
Di questo passo Twitter riuscirà a scalzare dal trono Facebook?

Una impresa biblica: su Twitter a 140 caratteri alla volta

16 agosto 2010 by Roberto  
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Il religioso inglese di 30 anni, Chris Ruby, si cimenta nella pubblicazione del testo della Bibbia sul Social Network Twitter a spezzoni di “140 caratteri alla volta“. Una vera impresa “biblica” che lo vedrà impegnato, secondo le sue stime, fino all’8 novembre del 2013.
La veicolazione del testo tramite i “cinguettii” diffusi attraverso il microblog ha lo scopo, secondo Il pastore britannico, di invogliare i giovani alla lettura delle Sacre Scritture usando la moderna tecnologia dell’informazione. L’iniziativa, pubblicizzata dal quotidiano britannico “The Telegraph“, sembra stia avendo successo: il canale del religioso “@BibleSummary” in poco tempo ha conquistato migliaia di utenti.
L’idea potrebbe sembrare blasfema ma rappresenta, secondo Chris Ruby che solitamente dirige le funzioni religiose della King’s Church di Durham, l’apoteosi di quella tecnologizzazione che progressivamente sta facendosi largo tra i campi più disparati della società e della cultura.

Benchè l’iniziativa non sia del tutto originale su Twitter esistono già canali dedicati alla Bibbia come @VersesFromBible, @Daily_Bible e @BiblePromis, ma nessuno di questi si propone di divulgare l’intera opera.

Twitter per non farsi mancare proprio nulla ospita anche altri libri ‘in pillole’: “@Quran” per il Corano, “@BiblicalTanakh” sui sacri testi ebraici, e quelli sul buddismo nel profilo ufficiale del Dalai Lama (@DalaiLama).

Google cestina Wave: non piace agli utenti

6 agosto 2010 by Roberto  
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Google sopprimerà il progetto Wave: il Social Network che aggrega insieme chat, condivisione di file e collaborazione tra persone in tempo reale.
Il flop è stato annunciato con un lapidario: «Wave non ha avuto il riscontro che speravamo» attraverso una articolo sul blog ufficiale della compagnia di Mountain View dopo solo un anno dal suo lancio.
Tutto questo dopo le ultimissime innovazioni che il pacchetto ha avuto come ad esempio il correttore automatico in grado di comprendere non solo le singole parole, ma il contesto generale in cui venivano inserite.
Eric Schmidt, amministratore delegato di Google riporta: «Ci piaceva l’interfaccia e le nuove funzioni, ma non ha ottenuto abbastanza attenzione».

Nel campo del software nulla si butta totalmente ma qualcosa si ricicla sempre: la piattaforma non esisterà più come progetto indipendente, dice Big G, e la sua tecnologia verrà reimpiegata in altri progetti.
La decisione presa da Google è di lasciare attiva la piattaforma collaborativa fino alla fine dell’anno e di rendere disponibili le parti centrali del codice come base open source.

Wave è nato, secondo i piani di Google, come prodotto “email Killer” e “Facebook killer”, facendo presagire ad una vera e propria rivoluzione del social web: avrebbe dovuto sostituire la posta elettronica; in rete vi erano pochi inviti, a seguito di una raffinata strategia di marketing, quotati all’inizio fino a 5 mila dollari su eBay.

Ora è il tempo di chiedersi quali sono state le cause del flop: quasi nessuno usa “l’onda”.
Secondo il “ReadWriteWeb” il prodotto era troppo di nicchia; mentre per “Search Engine Land” l’applicazione offriva troppe funzioni, disorientando così gli utenti.
Scorrendo i flop di Google si nota la sequenza di sconfitte nei Social Network.
Nel 2004 ha lanciato Orkut: ha riscosso successo solo in Brasile e India, restando sconosciuto nei paesi occidentali.
Big G ha acquistato Jaiku, un clone di twitter, ma poi ha chiuso il progetto di microblogging perché la partecipazione era scarsa.
Nel 2005 aveva puntato sui social network geografici che mostrano dove si trova l’utente: recentemente negli States ha raggiunto 2 milioni di utenti Foursquare, una rete sociale online che consente alle persone di segnalare dove si trovano.
Cinque anni fa Google aveva acquisito un altro “geo-social-network”: Dodgeball, poi abbandonato. Ci ha riprovato con Latitude, senza finora riscontrarne troppo interesse.

Intanto, c’è attesa per l’ultimo progetto in cantiere: un social che annuncia una sfida aperta a Facebook che dovrebbe chiamarsi Google.Me.

Tumblr la terza via dopo Facebook e Twitter?

5 agosto 2010 by Roberto  
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Usiamo questo esempio per descrivere Tumblr: le fotografie più suggestive, i video più belli e le storie più interessanti.
La colla si chiama Tumblr, il Social Network che piace alla stampa americana, è come un blocco per gli appunti che raccoglie parole e immagini trovati sul web e riassembla tutto in una sola pagina come un blob personale di internet.
Se la filosofia di Twitter punta sui testi brevi degli utenti del Social Network, Tumblr incolla tra loro frammenti di testi, immagini e filmati.
Negli ultimi mesi Tumblr ha destato l’interesse dei giornali negli Stati Uniti.
Il settimanale Newsweek è stato uno dei primi a sposare il Social Network con un progetto ufficiale: in effetti si tratta della selezione e successiva pubblicazione di contenuti delle sue pagine ed altri tratti dalla rete.
In seguito è stata la volta del New Yorker, The Atlantic, Rolling Stone, e altre società editoriali.
In un altro caso i reporter d’inchiesta di Pro Publica, l’organizzazione non profit premiata con un premio Pulitzer, hanno utilizzato Tumblr per costruire il loro collage sulle dichiarazioni politiche più recenti con senzo ironico ispirandosi ai fumetti.

È di questi giorni l’ingresso di tumblr nella classifica dei top cinquanta siti web più visitati negli States.

A fondare il Social Network nel 2007 è stato un ragazzo di 24 anni un certo David Karp.
Il diciannove luglio Karp ha scritto su Twitter “Ci siamo riusciti” non appena ha saputo di essere entrato nella classifica citata.
Attualmente gli utenti sono sei milioni: non tanti se si paragonano i numeri con quelli di Facebook e Twitter; metà degli utenti iscritti risiede al di fuori dei confini USA.
Ma quello che fa pensare è il trend di crescita: ogni giorno sono 4.5 milioni le pagine pubblicate, un numero sette volte maggiore rispetto a un anno fa.
Tumblr rispetto ad altri Social facilita la raccolta di video e immagini sul web attraverso un apposito bottone-applicazione da installare sul proprio browser.

Inoltre è pensato per essere usufruito sui dispositivi mobili con schermi a colori, come i noti smartphone e tablet.

Gli appunti online scritti con Tumblr diventano col passare del tempo una sorta di diario digitale da condividere tramite internet.

Twitter viene usato per insegnare in Francia

19 maggio 2010 by Roberto  
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In Francia un liceo professionale di La Rochelle, sulla costa occidentale della Francia, sperimenta Twitter, la piattaforma di micro blogging on line, per fare lezione in classe.
L’iniziativa è di una giovane insegnante di lettere e storia: Laurence Juin di 36 anni che ha usato il celebre servizio di micro blogging per fare lezione in classe.
Il funzionamento è semplice: all’inizio della lezione, l’insegnante ed i suoi 12 alunni si connettono tutti assieme ad un account Twitter.
Ciascun alunno può intervenire, tramite il proprio computer, per risolvere un esercizio, porre dei quesiti oppure fornire nuovi elementi per una ricerca. I messaggi inviati vengono proiettati in classe in tempo reale.
La stessa Laurence Juin spiega: «Tutti partecipano, anche i più timidi».
Secondo Le Monde l’esperienza è piaciuta anche al ministero dell’Educazione francese, tanto che potrebbe essere diffusa in altri istituti.

Un bug su Twitter provoca una Twitpocalypse

10 maggio 2010 by Roberto  
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Un baco manca in tilt il servizio del colosso di microblogging scatenando una «Twitpocalypse».
Gli utenti sono rimasti senza senza amici per circa un’ora: sono stati azzerati following e followers, i contatti che segui e che ti seguono.
Questo azzeramento stranamente non ha eliminato i tweet dei contatti «aficionados» (quelli che l’utente segue) dalla propria home page, nonostante fossero spariti inspiegabilmente. In pratica ricevere tweet senza following è come seguire dei «fantasmi».
Un utente di nome Jesus Christ ha guadagnato 113 mila seguaci in pochissimo tempo a causa del bug.
Il motivo dell’azzeramento è stato deciso da Twitter stesso quando si è accorta del difetto nel sistema following/follower: per poterlo eliminare ha dovuto sospendere tutti, ossia ripartire a bocce ferme.

Catepol in un thread su Friendfeed commenta: «Oggi qualcuno ha scoperto che solo facendo un tweet con “accept NOMEUTENTE” accadeva che l’utente in questione a sua insaputa accettava di essere follower. In pratica hanno gonfiato così diversi account».
È quello che ha fatto «Jesus Christ» che si è procurato 113.000 contatti senza averne la loro disponibilità di questi a diventare suoi amici.

Dopo il disagio di un’ora circa adesso tutto è tornato a posto; Twitter ha assicurato che gli account lucchettati, quelli che hanno tweet non pubblici, non ne sono stati coinvolti.

I risultati del XIV Annual Webby Awards

7 maggio 2010 by Roberto  
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Ogni anno vengono assegnati gli Oscar ai migliori siti web del mondo: i Webby Awards sono il riconoscimento ai lavori pubblicati sulla Rete.
Sono 70 le categorie in gara: dalle testate giornalistiche ai siti di volontariato, fino al migliore social media network.
Citando qualche premio a caso: per l’editoria è stata premiata la stampa americana, tra cui il sito del Newyorker e del New York Times, la migliore homepage in assoluto è stata quella del sito Life.com, per il migliore uso della fotografia ha vinto The Economist Thinking Space, mentre il sito della Hbo, è stato considerato meritevole per la gestione di video sul web.
Tra i social network, se ci si aspettavamo tutti Facebook, ha primeggiato Twitter che si è aggiudicato anche il premio come miglior servizio utile, A Mashable il premio come miglior Blog e Truthdig quello come miglior blog di politica.
Tra i servizi web più famosi Flickr è stato eletto la miglior community e Tumblr la migliore applicazione del Web del 2010.
Ad Hulu spetta il premio per i migliori servizi a banda larga, mentre tra celebrità ha primeggiato il sito di Jim Carrey, mentre per la musica ha vinto Pandora, sito a noi sconosciuto perché rivolto esclusivamente ai navigatori americani.
Di seguito il dettaglio di tutte le 70 categorie in gara in rigoroso ordine alfabetico:

activism, art, associations, automotive,
banking/bill paying, beauty and cosmetics, best copy/writing, best home/welcome page, best navigation/structure, best practices, best use of animation or motion graphics, best use of photography, best use of video or moving image, best visual design – aesthetic, best visual design – function, blog – business, blog – cultural, blog – political, broadband,
celebrity/fan, charitable organizations/non-profit, community, consumer electronics, corporate communications, cultural institutions,
education, employment, events,
family/parenting, fashion, financial services, food and beverage,
games, games-related, government, green, guides/ratings/reviews,
health, humor, insurance, it hardware/software,
law, lifestyle,
magazine, movie and film, music,
netart, news,
personal blog/website, pharmaceuticals, politics, professional services,
radio/podcasts, real estate, religion and spirituality, restaurant, retail,
school/university, science, self-promotion/portfolio, social networking, sports, student,
telecommunications, television, tourism, travel,
web services & applications, weird,
youth.

Per visionare l’elenco tutti i premi e delle nominations si può consultare il sito ufficiale dei Webby Awards.

Come utilizzare i Social Network?

19 marzo 2010 by Alessia  
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Ultimamente mi capita di entrare su Facebook e “infustigarmi” per come certe attività utilizzano il Social Network. Non si rendono conto che un approccio sbagliato al media non porta popolarità, ma esattamente il contrario.

Tizio ha stretto amicizia con Caio, Pluto, Gigio.

Il giorno dopo:

Tizio stringe amicizia con Giulietto, Pesce Spada, Spina.

Al terzo giorno se non ho informazioni interessanti da Tizio clicco sulla x, e di Tizio non mi verrà pubblicato più nulla.

Il primo errore comune che si tende a fare è di non porsi un obiettivo: perchè ti iscrivi al Social Network? Per uso personale? Per diffondere la tua attività? Per diffondere una promozione? Per vendere online? Questo è fondamentale! In questo modo viene decisa la strada da percorre, i passi da fare per raggiungere il nostro scopo (e quindi non solo accettare amicizie!)

Il secondo consiglio è quello di non essere troppo aggressivi, ricordo a tutti infatti che è molto semplice e veloce eliminare definitivamente la pubblicazione delle notizie di un utente dalla bacheca. Il marketing aggressivo raramente si tramuta in un caso di successo.

Terzo passaggio: scegliete dove volete essere: ci sono una marea di social network, ed è impossibile essere in tutti. E’ molto più efficace avere una presenza attiva su pochi siti di social media, piuttosto che possedere centinaio di profili mai utilizzati. Concentra quindi tutti i tuoi sforzi su siti specifici e partecipa alla community.

Ecco il tasto dolente!!! PARTECIPARE ALLA COMMUNITY

Una volta che hai scelto i siti si cui puntare, sforzati di usarli in modo costante. Assicurati di dedicare del tempo per il social networking su base regolare (preferibilmente ogni giorno, o almeno per diverse volte la settimana). I fruitori di questi servizi, sono molto abili nel capire chi utilizza davvero il sito per essere veramente parte della community, rispetto a chi sta usando i social media ad uso strettamente commerciale per le loro attività.

Sarebbe utile anche aiutare gli altri utenti, dare consigli, commentare gli status altrui con frasi ad hoc, sensate e utili. Spesso le persone scelgono di fare affari con persone con cui hanno avuto buoni rapporti.

Ricordati anche di condividere il tuo lavoro: se hai appena finito un progetto per un cliente e sei fiero dei risultati ottenuti, tieni in considerazione la possibilità di condividere questa esperienza attraverso un link su Twitter, Facebook, o servizi simili. Se hai un punto vendita o un locale pubblico, aggiorna il tuo profilo con le foto realizzate durante le serate, mostra le tue collezioni d’abbigliamento…Mostra chi sei e cosa fai, potrà aiutarti ad accrescere la curiosità di coloro che sono alla ricerca di te.

Anche se può essere utile e produttivo condividere il proprio lavoro, si ritorna al problema di non essere un utente attivo all’interno della community. E’ improbabile che possa essere molto efficace se non interagisci con i tuoi fans o amici in rete, esponendo invece solo i tuoi ultimi lavori.

Tra gli ultimi consigli che posso darvi è di non farsi prendere la mano dallo stimolo a cercare più fan o tifosi. In realtà, questi numeri non sono proporzionali al successo che potresti ottenere nei social network. Più importanti sono i rapporti diretti e la qualità delle relazioni che si creano.

Fatti anche furbo, esistono opzioni gratuite come TweetDeckHootsuite che possono facilmente farti risparmiare tempo nell’uso di Twitter, Facebook e LinkedIn. Trovando un’applicazione che ti aiuti a ottimizzare le giornate, puoi far crescere la tua rete di contatti, senza la necessità di passare tanto tempo sui social network.

Cos’altro? Taggherò un pò d’attività su Facebook, sperando che analizzino il proprio comportamento “sociale” e se necessario lo correggano!

Su Yahoo! i cinguettii di Twitter

24 febbraio 2010 by Roberto  
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La novità riguarda un accordo che Yahoo ha raggiunto con Twitter per la condivisione dei contenuti.
Yahoo! inserirà nelle sue ricerche anche i contenuti del social network Twitter.
Il motore in viola dopo l’accordo con Facebook, sigla un’altra alleanza con la piattaforma di microblogging.
Secondo questo accordo i “tweets” compariranno tra i risultati delle ricerche di Yahoo! Inoltre i contenuti di Twitter saranno visualizzati direttamente dai siti dello stesso portale.

Ad oggi Twitter, secondo i dati diramati dall’azienda stessa, è protagonista con numeri di tutto rispetto: ogni giorno vengono postati circa 50 milioni di messaggi, e a dicembre è stato sfondato il tetto del miliardo di cinguettii al mese sulla piattaforma di microblogging.

Biz Stone ha affermato: “Grazie a questa integrazione con Yahoo!, l’informazione contenuta in un singolo tweet potrà viaggiare ad anni luce di distanza”.
Dal canto suo Jim Stoneham, vicepresidente di Yahoo, ha spiegato così l’accordo: “Vogliamo diventare l’unico luogo in cui si va per connettersi con gli altri”.

Si prevede che l’integrazione tra Yahoo! e Twitter avverrà entro la fine dell’anno, mentre con Facebook dovrebbe diventare operativa tra qualche mese.
Yahoo! quindi cambia pelle e diventa sempre più social, per assecondare con i propri servizi le necessità relazionali di circa 600 milioni di utenti.

Fonte: http://kara.allthingsd.com/20100223/yahoo-expands-twitter-relationship-in-next-stage-of-project-rushmore-complete-with-cutesey-bird-puns/

Ebook per Twitter

19 gennaio 2010 by Alessia  
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E’ disponibile online il primo ebook gratuito, con licensa Creative Commons, che ci spiega Twitter (in italiano):

•  cosa è Twitter
•  come funziona
•  le differenze con Facebook
•  le azioni che si possono intraprendere, e le utilities interessanti
•  Twitter non è solo microblogging

L’ebook è possibile scaricarlo direttamente da qui

Fonte

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