In uscita a ottobre Il romanzo che continua sul web di Veronesi
23 agosto 2010 by Roberto
Archiviato come Libri e riviste
Il nuovo romanzo di Sandro Veronesi, già autore di “Caos Calmo“, uscirà ad ottobre per Fandango con il titolo XY. Il romanzo cela la sua trama misteriosa fin dal titolo, XY per l’appunto, e proseguirà su internet con i nuovi media digitali e Social Network anche dopo l’uscita del libro.
Al momento esiste un sito web www.x-y.it che infittisce il mistero presentando filmati e audio da decifrare con cura.
Fandango sta preparando una innovativa campagna di Marketing Virale per lanciare il nuovo misterioso romanzo di Veronesi, regalando una sorpresa “all’avanguardia” ai lettori, destinata a far discutere.
Il seguito del libro avverrà su internet con la pubblicazione di materiali multimediali inediti che spiegheranno meglio personaggi e situazioni che nel libro saranno solo accennate: dei veri e propri “contenuti extra”, come si usa ormai nei DVD.
Twitter e Facebook faranno da punto di incontro e di dialogo con chi sarà appassionato del romanzo.
Dopo il primo mese di campagna virale di lancio si traggono i primi bilanci: la pagina Facebook di XY ha superato la quota di 3000 fan, oltre 100 adesioni quotidiane; Il sito ufficiale www.x-y.it del progetto ha superato le 22 mila visite con il 79,62% di nuove visite.
Quattro autori italiani dicono la loro sull’operazione, ad Affaritaliani.it, al limite tra marketing e letteratura 2.0.
- Michela Murgia:
“Non farei mai uno spin-off di un mio libro perché sono gelosa del percorso che mi conduce alla stesura definitiva. Si tratta di un’operazione che fa capire come l’attenzione del lettore si sia ormai spostata dall’oggetto-libro come storia all’oggetto-libro come feticcio con tutto il suo contorno”. - Donato Carrisi:
“Bella idea, ma non è male anche la ‘caccia al tesoro’ proposta da Zafón ai suoi lettori a Barcellona… Chissà se per il mio secondo thriller non pensi a qualcosa di simile…”. - Gianrico Carofiglio:
“Dubito che gli ‘extra’ diventeranno una nuova moda editoriale”. - Antonella Lattanzi:
“Se penso a tutte le ricerche che ho fatto per scrivere ‘Devozione’ e a tutti i personaggi e le storie che ho doduto scartare… un po’ di voglia di renderli disponibili su internet ai lettori che si sono appassionati mi viene…”.
Places di Facebook alla conquista di Foursquare
Il Social Netowrk di Zuckerberg ha presentato Places: si potrà rintracciare, o meglio geocalizzare, i propri amici direttamente sul territorio; si pone come alternativa a Foursquare, che proprio in questo periodo il Ceo Dennis Crowley ha diffuso su Mashable un numero di ingressi record.
In italia la applicazione Facebook Places è scaricabile per iPhone, ma non risulta ancora del tutto operativa; in seguito altri smartphone dotati di GPS potranno segnalare in quale locale siamo entrati, o quale strada stiamo percorrendo.
Mark Zuckerberg, amministratore delegato del Social Network dichiara: «Places aiuta le persone a stare connesse dovunque vadano e non solo sul computer».
Il Wall Street Journal in un articolo descrive le potenzialità commerciali di rintracciare utenti sul territorio, soprattutto per la pubblicità: comunicando ai nostri amici dove ci troviamo potremo essere inondati da offerte degli esercizi commerciali di zona.
Quello degli annunci locali è un mercato interessante che piace molto ai pubblicitari: è rapido e va subito a colpo sicuro.
Agli avversari non fa paura di per sé l’app di Facebook, non è l’unico operatore internet che sviluppa sistemi analoghi la newyorkese Foursquare e la texana Gowalla oppure Loopt e Booyah per esempio, ma il bacino di 500 milioni di utenti che il colosso possiede al momento di entrare in questo campo.
Il Ceo di Foursquare confrontando i due servizi nota il target di utenti diverso: «Facebook è incentrato sulla condivisione delle esperienze vissute, mentre Foursquare è più dedicato a ciò che sta accadendo sul momento e su ciò che accadrà in futuro in un certo luogo».
Una impresa biblica: su Twitter a 140 caratteri alla volta
Il religioso inglese di 30 anni, Chris Ruby, si cimenta nella pubblicazione del testo della Bibbia sul Social Network Twitter a spezzoni di “140 caratteri alla volta“. Una vera impresa “biblica” che lo vedrà impegnato, secondo le sue stime, fino all’8 novembre del 2013.
La veicolazione del testo tramite i “cinguettii” diffusi attraverso il microblog ha lo scopo, secondo Il pastore britannico, di invogliare i giovani alla lettura delle Sacre Scritture usando la moderna tecnologia dell’informazione. L’iniziativa, pubblicizzata dal quotidiano britannico “The Telegraph“, sembra stia avendo successo: il canale del religioso “@BibleSummary” in poco tempo ha conquistato migliaia di utenti.
L’idea potrebbe sembrare blasfema ma rappresenta, secondo Chris Ruby che solitamente dirige le funzioni religiose della King’s Church di Durham, l’apoteosi di quella tecnologizzazione che progressivamente sta facendosi largo tra i campi più disparati della società e della cultura.
Benchè l’iniziativa non sia del tutto originale su Twitter esistono già canali dedicati alla Bibbia come @VersesFromBible, @Daily_Bible e @BiblePromis, ma nessuno di questi si propone di divulgare l’intera opera.
Twitter per non farsi mancare proprio nulla ospita anche altri libri ‘in pillole’: “@Quran” per il Corano, “@BiblicalTanakh” sui sacri testi ebraici, e quelli sul buddismo nel profilo ufficiale del Dalai Lama (@DalaiLama).
Google cestina Wave: non piace agli utenti
Google sopprimerà il progetto Wave: il Social Network che aggrega insieme chat, condivisione di file e collaborazione tra persone in tempo reale.
Il flop è stato annunciato con un lapidario: «Wave non ha avuto il riscontro che speravamo» attraverso una articolo sul blog ufficiale della compagnia di Mountain View dopo solo un anno dal suo lancio.
Tutto questo dopo le ultimissime innovazioni che il pacchetto ha avuto come ad esempio il correttore automatico in grado di comprendere non solo le singole parole, ma il contesto generale in cui venivano inserite.
Eric Schmidt, amministratore delegato di Google riporta: «Ci piaceva l’interfaccia e le nuove funzioni, ma non ha ottenuto abbastanza attenzione».
Nel campo del software nulla si butta totalmente ma qualcosa si ricicla sempre: la piattaforma non esisterà più come progetto indipendente, dice Big G, e la sua tecnologia verrà reimpiegata in altri progetti.
La decisione presa da Google è di lasciare attiva la piattaforma collaborativa fino alla fine dell’anno e di rendere disponibili le parti centrali del codice come base open source.
Wave è nato, secondo i piani di Google, come prodotto “email Killer” e “Facebook killer”, facendo presagire ad una vera e propria rivoluzione del social web: avrebbe dovuto sostituire la posta elettronica; in rete vi erano pochi inviti, a seguito di una raffinata strategia di marketing, quotati all’inizio fino a 5 mila dollari su eBay.
Ora è il tempo di chiedersi quali sono state le cause del flop: quasi nessuno usa “l’onda”.
Secondo il “ReadWriteWeb” il prodotto era troppo di nicchia; mentre per “Search Engine Land” l’applicazione offriva troppe funzioni, disorientando così gli utenti.
Scorrendo i flop di Google si nota la sequenza di sconfitte nei Social Network.
Nel 2004 ha lanciato Orkut: ha riscosso successo solo in Brasile e India, restando sconosciuto nei paesi occidentali.
Big G ha acquistato Jaiku, un clone di twitter, ma poi ha chiuso il progetto di microblogging perché la partecipazione era scarsa.
Nel 2005 aveva puntato sui social network geografici che mostrano dove si trova l’utente: recentemente negli States ha raggiunto 2 milioni di utenti Foursquare, una rete sociale online che consente alle persone di segnalare dove si trovano.
Cinque anni fa Google aveva acquisito un altro “geo-social-network”: Dodgeball, poi abbandonato. Ci ha riprovato con Latitude, senza finora riscontrarne troppo interesse.
Intanto, c’è attesa per l’ultimo progetto in cantiere: un social che annuncia una sfida aperta a Facebook che dovrebbe chiamarsi Google.Me.
Tumblr la terza via dopo Facebook e Twitter?
Usiamo questo esempio per descrivere Tumblr: le fotografie più suggestive, i video più belli e le storie più interessanti.
La colla si chiama Tumblr, il Social Network che piace alla stampa americana, è come un blocco per gli appunti che raccoglie parole e immagini trovati sul web e riassembla tutto in una sola pagina come un blob personale di internet.
Se la filosofia di Twitter punta sui testi brevi degli utenti del Social Network, Tumblr incolla tra loro frammenti di testi, immagini e filmati.
Negli ultimi mesi Tumblr ha destato l’interesse dei giornali negli Stati Uniti.
Il settimanale Newsweek è stato uno dei primi a sposare il Social Network con un progetto ufficiale: in effetti si tratta della selezione e successiva pubblicazione di contenuti delle sue pagine ed altri tratti dalla rete.
In seguito è stata la volta del New Yorker, The Atlantic, Rolling Stone, e altre società editoriali.
In un altro caso i reporter d’inchiesta di Pro Publica, l’organizzazione non profit premiata con un premio Pulitzer, hanno utilizzato Tumblr per costruire il loro collage sulle dichiarazioni politiche più recenti con senzo ironico ispirandosi ai fumetti.
È di questi giorni l’ingresso di tumblr nella classifica dei top cinquanta siti web più visitati negli States.
A fondare il Social Network nel 2007 è stato un ragazzo di 24 anni un certo David Karp.
Il diciannove luglio Karp ha scritto su Twitter “Ci siamo riusciti” non appena ha saputo di essere entrato nella classifica citata.
Attualmente gli utenti sono sei milioni: non tanti se si paragonano i numeri con quelli di Facebook e Twitter; metà degli utenti iscritti risiede al di fuori dei confini USA.
Ma quello che fa pensare è il trend di crescita: ogni giorno sono 4.5 milioni le pagine pubblicate, un numero sette volte maggiore rispetto a un anno fa.
Tumblr rispetto ad altri Social facilita la raccolta di video e immagini sul web attraverso un apposito bottone-applicazione da installare sul proprio browser.
Inoltre è pensato per essere usufruito sui dispositivi mobili con schermi a colori, come i noti smartphone e tablet.
Gli appunti online scritti con Tumblr diventano col passare del tempo una sorta di diario digitale da condividere tramite internet.
Vietato l’accesso ai pc!
Questa non potevo non segnalarla! E’ nato il social network per cuori solitari fan di Apple, Cupidtino. Mi ha colpito molto il fatto che gli utenti possono accedervi solo da un Mac, PC banditi
Openbook svela le lacune di Facebook nella protezione dei dati personali
Tre ingegneri di San Francisco creano Openbook con l’obiettivo di per mostrare le falle che ha Facebook in materia di privacy.
Il funzionamento è semplice: si digitano i termini che ci interessano, ed appaiono i post degli utenti che contengono quelle parole chiave, pubblicati negli ultimi giorni, che Facebook lascia liberi di circolare sul web.
In questo modo, secondo i creatori di Openbook, viene a galla il fatto che Facebook non comunica esplicitamente agli utenti quali informazioni diventeranno pubbliche e di libero accesso.
Sotto i riflettori vi è la nuova regolamentazione di Facebook in materia di privacy e l’utilizzo dei dati personali degli utenti su siti partner, inoltre vi è l’indicizzazione dei motori di ricerca.
Il servizio è stato scritto usando le API pubbliche e documentate di Facebook, Openbook dà a tutti la possibilità di cercare gli aggiornamenti di status che non sono protetti.
Non a caso, lo slogan del Social Network è: “Facebook vi permette di connettervi e condividere la vostra vita con le persone. Che lo vogliate o no“.
Quanto starà incidendo Openbook sull’immagine di Facebook?
Occorrerà attendere i dati sul numero degli iscritti per comprendere quanto il tormentone privacy sia caro agli utenti di Facebook e quanto la fama della creatura di Zuckerberg ne sarà penalizzata.
Secondo lo schema di queste critiche al Social Network, è nato un progetto di un gruppo di ragazzi americani che a settembre vogliono lanciare “Diaspora“, un Social Network che invece garantirà ai propri utenti il pieno controllo delle loro informazioni personali, a differenza di Facebook.
Come utilizzare i Social Network?
Ultimamente mi capita di entrare su Facebook e “infustigarmi” per come certe attività utilizzano il Social Network. Non si rendono conto che un approccio sbagliato al media non porta popolarità, ma esattamente il contrario.
Tizio ha stretto amicizia con Caio, Pluto, Gigio.
Il giorno dopo:
Tizio stringe amicizia con Giulietto, Pesce Spada, Spina.
Al terzo giorno se non ho informazioni interessanti da Tizio clicco sulla x, e di Tizio non mi verrà pubblicato più nulla.
Il primo errore comune che si tende a fare è di non porsi un obiettivo: perchè ti iscrivi al Social Network? Per uso personale? Per diffondere la tua attività? Per diffondere una promozione? Per vendere online? Questo è fondamentale! In questo modo viene decisa la strada da percorre, i passi da fare per raggiungere il nostro scopo (e quindi non solo accettare amicizie!)
Il secondo consiglio è quello di non essere troppo aggressivi, ricordo a tutti infatti che è molto semplice e veloce eliminare definitivamente la pubblicazione delle notizie di un utente dalla bacheca. Il marketing aggressivo raramente si tramuta in un caso di successo.
Terzo passaggio: scegliete dove volete essere: ci sono una marea di social network, ed è impossibile essere in tutti. E’ molto più efficace avere una presenza attiva su pochi siti di social media, piuttosto che possedere centinaio di profili mai utilizzati. Concentra quindi tutti i tuoi sforzi su siti specifici e partecipa alla community.
Ecco il tasto dolente!!! PARTECIPARE ALLA COMMUNITY
Una volta che hai scelto i siti si cui puntare, sforzati di usarli in modo costante. Assicurati di dedicare del tempo per il social networking su base regolare (preferibilmente ogni giorno, o almeno per diverse volte la settimana). I fruitori di questi servizi, sono molto abili nel capire chi utilizza davvero il sito per essere veramente parte della community, rispetto a chi sta usando i social media ad uso strettamente commerciale per le loro attività.
Sarebbe utile anche aiutare gli altri utenti, dare consigli, commentare gli status altrui con frasi ad hoc, sensate e utili. Spesso le persone scelgono di fare affari con persone con cui hanno avuto buoni rapporti.
Ricordati anche di condividere il tuo lavoro: se hai appena finito un progetto per un cliente e sei fiero dei risultati ottenuti, tieni in considerazione la possibilità di condividere questa esperienza attraverso un link su Twitter, Facebook, o servizi simili. Se hai un punto vendita o un locale pubblico, aggiorna il tuo profilo con le foto realizzate durante le serate, mostra le tue collezioni d’abbigliamento…Mostra chi sei e cosa fai, potrà aiutarti ad accrescere la curiosità di coloro che sono alla ricerca di te.
Anche se può essere utile e produttivo condividere il proprio lavoro, si ritorna al problema di non essere un utente attivo all’interno della community. E’ improbabile che possa essere molto efficace se non interagisci con i tuoi fans o amici in rete, esponendo invece solo i tuoi ultimi lavori.
Tra gli ultimi consigli che posso darvi è di non farsi prendere la mano dallo stimolo a cercare più fan o tifosi. In realtà, questi numeri non sono proporzionali al successo che potresti ottenere nei social network. Più importanti sono i rapporti diretti e la qualità delle relazioni che si creano.
Fatti anche furbo, esistono opzioni gratuite come TweetDeck e Hootsuite che possono facilmente farti risparmiare tempo nell’uso di Twitter, Facebook e LinkedIn. Trovando un’applicazione che ti aiuti a ottimizzare le giornate, puoi far crescere la tua rete di contatti, senza la necessità di passare tanto tempo sui social network.
Cos’altro? Taggherò un pò d’attività su Facebook, sperando che analizzino il proprio comportamento “sociale” e se necessario lo correggano!
Facebook Zero si svela al Mobile World Congress
L’ultima novità in ordine di tempo presentata al Mobile World Congress di Barcellona riguarda Facebook.
Il popolare sito si social network ha annunciato Facebook Zero: una versione dedicata alla navigazione da cellulare quasi completamente spoglia, una sorta di ulteriore riduzione di Facebook Lite.
Zero sarà prestissimo online e permetterà agli utenti con connessioni lente o con telefoni poco sofisticati di accedere a un versione base del sito.
Di default, Facebook Zero non visualizzerà alcuna immagine e sarà privo di funzionalità ad alto consumo di banda e sarà solo testuale.
Le pagine saranno accessibili esclusivamente da cellulare. Provando ad andare su zero.facebook.com, compare il messaggio ‘Spiacente, il tuo gestore non supporta zero.facebook.com’.
Si è portati a pensare che Facebook abbia intenzione di offrire la versione Base di Zero gratuitamente (previo accordo con i provider telefonici), mentre quella Premium potrebbe essere offerta dagli operatori di telefonia in abbonamento.
TechCrunch ha registrato un video di circa 16 minuti della presentazione, con le parti salienti:
- Secondo Facebook il 2010 sarà l’anno della svolta per il mercato mobile
- Oggi il social network viene utilizzato da oltre 400 milioni di persone
- Nei piani di Facebook vi è maggiore presenza per raggiungere molte più persone
- 100 milioni di utenti (il 25% del numero totale degli utenti) utilizza Facebook mobile almeno una volta al mese
- 200 milioni di persone hanno usato Facebook mobile almeno una volta
- Nei prossimi anni, Facebook aumenterà molto il capitale investito nel settore mobile
- Facebook tuttora collabora con 200 operatori telefonici
- Gli utenti mobile mostrano il doppio di interesse rispetto agli utenti web
- Facebook proverà a convince gli operatori telefonici che l’integrazione col social network aiuterà a vendere più cellulari e contratti telefonici dati
La strategia mobile di Facebook si basa principalmente su tre concetti:
- Sito mobile: due versioni, una per i telefoni tradizionali e una per i telefoni dotati di touchscreen
- SMS: interazione tra Facebook e gli operatori mobile
- OS: Facebook intende includere i propri servizi più profondamente nel Sistema Operativo dei telefonini
Anche Google sente il fascino dei social network
9 febbraio 2010 by Alessia
Archiviato come Tecnica e tecnologia
Google reagisce anche alla competizione di Facebook: il sito di social networking ha da poco rinnovato la casella per l’invio di messaggi rendendola simile alla posta di Gmail.
Ma la mia domanda è: interessa a così tanti navigatori sapere cosa sto facendo/pensando in questo momento?

