Greenfield: una applicazione Microsoft per navigare senza GPS

25 agosto 2010 by Roberto  
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Microsoft Research ha realizzato «Greenfield», l’applicazione che consente di creare percorsi digitali raccogliendo «briciole di pane» come Hansel e Gretel in versione 2.0; il sistema è sotto test su Menlo: lo smartphone, ancora in prototipo, del colosso di Redmond dotato di particolari sensori.
Greenfield permette la geolocalizzazione senza far ricorso al GPS: in pratica vengono raccolti, attraverso i sensori, i dati relativi agli spostamenti dell’utente (navigazione per azione), e questi vengono «proiettati» su una mappa.
A bordo di Menlo si trovano: un accelerometro a tre assi Bosch BMA150 che tiene conto dei movimenti, una bussola digitale per identificare la direzione, infine un barometro digitale Bosh BMP085 per registrare i cambiamenti di altitudine.

Ovviamente non potrà fornire le funzionalità dei moderni navigatori satellitari, in quanto per ora è utile solo per tornare indietro nei propri passi (come nella fiaba di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm).
Questo passo ci indica come Microsoft tenti l’approccio innovativo per presentarsi sul mercato della telefonia mobile, fornendo anche funzioni originali e differenti rispetto ai principali concorrenti: Apple, Google, Symbian e BlackBerry per esempio.

Il sistema verrà presentato a settembre alla Mobile Human Computer Interaction Conference di Lisbona; la domanda che tutti ci facciamo è se Microsoft svilupperà davvero Greenfield oppure se applicazione e device rimarranno solo dei prototipi.

Galen Hunt, ricercatore Microsoft, spiega: “la navigazione basata sull’azione rappresenta un’alternativa interessante ai sistemi Gps o di localizzazione interna, dal momento in cui non richiede la costruzione di mappe né la disponibilità di coordinate geospaziali assolute“.

Intel con 7,68 miliardi di dollari acquista McAfee

22 agosto 2010 by Roberto  
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Hanno scelto un video Renee James, vice presidente Senior di Intel, e Dave DeWalt, amministratore delegato di McAfee, per annunciare che il colosso dei microprocessori ha acquistato il big mondiale degli antivirus, per la cifra di 7,68 miliardi di dollari. L’acquisto è stato convenuto pagando 48 dollari, il 60% in più del livello delle azioni McAfee in chiusura, per ogni azione acquistata.
Nel progetto McAfee farà parte integrante della divisione software di Intel con lo scopo inserire nuove soluzioni per la sicurezza nei dispositivi mobili.
«In passato gli standard di efficienza energetica e di connettività erano fissati dai computer» ha precisato l’amministratore delegato di Intel Paul Otellini che ha aggiunto: «guardando avanti la sicurezza sarà il pilastro su cui fondare i servizi».
Cosa ha spinto Intel, produttore leader di microprocessori nei computer che utilizziamo ogni giorno, ad acquisire una società da sempre produttrice di noti programmi antivirus e soluzioni per la sicurezza?
Sul New York Times Ashlee Vance spiega che Intel ha deciso di comprare McAfee per accelerare la propria penetrazione nel settore promettente dei dispositivi portatili come gli smartphone e i tablet.
L’idea è quella di produrre una nuova generazione di processori con a bordo le soluzioni per la sicurezza proprie di McAfee.
Una fusione tra hardware e software che potrebbe permettere al gigante dei microprocessori di affermarsi anche sui nuovi scenari dei dispositivi mobile, dato che per ora la concorrenza non si è occupata molto della sicurezza dei terminali.
Intel ha già approcciato il mondo dei smartphone con la collaborazione con Nokia per la realizzazione di MeeGo, un nuovo Sistema Operativo per cellulari e tablet che si pone in diretta concorrenza con Android di Google e a iOS di Apple.

Smarphone PSP firmato Sony, telefono e Play Station insieme

14 agosto 2010 by Roberto  
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Chissà quanti di noi, in cuor loro, avranno sognato di avvicinare la propria PSP all’orecchio per rispondere ad una telefonata lasciando la partita in pausa.
I rumors che volevano Sony presentarsi con un super Smarphone inglobato nella sua consolle di gioco portatile sembrano essere fondati: entro la fine dell’anno si farà con Android 3 di Google.
Engadget in un suo articolo è pronto a scommetterci: il tanto chiacchierato PSP Phone potrebbe essere realizzato addirittura entro fine ottobre.
Si ipotizza che il dispositivo sarà molto somigliante alla Psp Go, con i controller di gioco ai lati al posto della tastiera, un display touchscreen extra-large da 4,1 pollici Super-LCD, una fotocamera inclusa da 5 megapixel, un processore Snapdragon da 1 GHz e una scheda video Tegra 2 realizzata da nVidia.
Il nuovo device PSP Phone avrà installato a bordo il nuovo Sistema Operativo Android 3.0 Gingerbread, presenterà un’interfaccia grafica totalmente in stile Playstation ed utilizzerà una versione custom dell’Android Market, per permettere di scaricare giochi per la consolle direttamente sullo Smarphone, oltre naturalmente a tutte le altre applicazioni per Android.
Sony quindi senza neppure aver introdotto un dispositivo Android 2.0 passa già alla versione futura Gingerbread 3.0.
Il nascituro potrà contare, fa sapere Engadget, sui primi titoli recuperati dall’attuale ludoteca Psp (God of War, Call of Duty: Modern Warfare, LittleBigPlanet) ma la Sony sta anche lavorando per portare qualcosa di esclusivo, come ad esempio alcuni titoli 3D e in realtà aumentata.
Sony all’arrembaggio di un settore, quello dei telefoni cellulari, dove non l’ha mai fatta da padrone con una proposta che va ad insidiare i mostri consacrati del comparto mobile.
Il gioiellino nascerebbe dall’intesa e dalla collaborazione tra le divisioni mobile Sony Ericsson e game Playstation dell’azienda giapponese.
La dirigenza Sony chiarirà al prossimo appuntamento, il Tokyo Game Show dal 15 al 19 settembre, la posizione del progetto.

Dopo il T9 arriva Swype per terminali touchscreen

21 giugno 2010 by Roberto  
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Da Cliff Kushler inventore del «T9», il sistema che ben conosciamo per aiutarci nella scrittura dei messaggi sui cellulari, in collaborazione con il collega ricercatore Randy Marsden, arriva «Swype»: il nuovo sistema di scrittura touchscreen.
Il sistema è pensato appositamente per la nuova frontiera di terminali touchscreen tipo iPhone, Android e simili.
La nuova tastiera virtuale si chiama Swype funziona facendo scivolare un dito da una lettera all’altra nella tastiera, per guadagnare anche il 30% rispetto alla classica tecnica di scrittura tradizionale.

Il programma, in fase di beta, è disponibile solo su sette modelli di cellulari, ma la SwypeInc, la società che produce il software, punta a renderlo disponibile entro fine dell’anno su una cinquantina di terminali smartphone.

In un commento il direttore USA per le tecnologie presso la Samsung, Won Pak, porta a considerare Swype uno dei software del futuro.
Quindi spiega che il programma «potrebbe diventare lo standard di fatto per i tablet, la prossima generazione di televisori o anche la prossima generazione di telecomandi».

I numeri dicono che il programma T9 (acronimo di Text on 9), venduto per 350 milioni di dollari, è presente su circa 4 miliardi di cellulari, e Swipe conta di fare ancora meglio.
Swype inoltre sta mettendo a punto un nuovo software di riconoscimento vocale, più sofisticato di quelli attualmente disponibili in commercio.

Ecco un video su come funziona il software:

Un hacker mette Android su un iPhone

22 aprile 2010 by Roberto  
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Nel mondo degli smartphone sono un paio le piattaforme più in voga: iPhone OS di Apple ed Android di Google.
Antagonisti da sempre i due rivali sembrano diametralmente opposti come struttura.
Se da un lato Apple blinda la sua creatura iPhone, dall’altro Google distribuisce Android secondo i crismi dell’Open Source.
La sfida è dunque lanciata: far girare sul melafonino di Apple la creatura di Google.
Il membro di un gruppo “iPhone Dev Team“, un certo David Wang, è riuscito nell’impresa: fare un porting di Android su di un iPhone.
L’hacker è riuscito a caricare su di un iPhone un secondo sistema operativo: Android per l’appunto, riuscendo a farlo funzionare, sebbene, per sua stessa ammissione, con qualità modesta.
Ma l’impresa c’è stata ed è anche documentata dal video preso da YouTube.
Quindi nella stesso terminale, l’iPhone, possono coesistere due sistemi operativi: iPhone OS ed Android; alla stessa stregua di come noi oggi sullo stesso computer installiamo Windows e Linux insieme.
Anche qui si ricorre al sistema del cosiddetto dual-boot, ovvero all’accensione del terminale si sceglie con quale piattaforma partire.
L’operazione, del tutto illegale per Apple, non è stata la prima di David Wang: nel 2008 è riuscito a portare Linux a bordo di uno smartphone di prima generazione della casa di Cupertino.
Dal suo Blog l’hacker protagonista della vicenda riporta: “Android può essere una reale alternativa per gli utenti dell’iPhone, così che potremo finalmente utilizzare Flash…”.
Flash è la tecnologia multimediale di casa Adobe che Apple non ha volutamente integrato nei suoi dispositivi mobili.
Rumors riportano che in casa Google fervono i preparativi della nuova versione 2.2 di Android, nome in codice Froyo.
In casa Apple fa senzazione lo smarrimento di un prototipo di iPhone 4G da parte di un giovane dipendente di Apple in un bar di Redwood City, a circa 20 miglia dal quartier generale di Cupertino.


Nokia Apps to be Wired premia idee e realizzazioni

3 aprile 2010 by Roberto  
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Nokia in collaborazione con la rivista Wired, di Riccardo Luna, indice un contest in cui si premiano anche le idee, oltre le realizzazioni software.
Il concorso, chiamato “Nokia apps to be Wired”, intende far emergere le idee più interessanti che ogni utilizzatore di terminali smartphone vorrebbe fossero realizzate, dando nuovo impulso ai progetti degli sviluppatori.

Il concorso intende premiare le 10 idee migliori che gli utenti proporranno nel sito dedicato della Nokia; ognuna di esse sarà premiata con 1.000 euro di compenso.

Il concorso per idee si concluderà il 28 maggio e riguarderanno 10 aree tematiche:

  1. DailyLife, Kids,
  2. Sport & Fitness,
  3. Business,
  4. Social Responsability,
  5. School/University,
  6. Entertainment,
  7. Food & Health,
  8. Pets,
  9. Travel,
  10. Leisure.

Agli sviluppatori verrà data la possibilità di scegliere e realizzare una delle 10 idee vincitrici del concorso “Nokia apps to be Wired”.
A partire dalle 12.00 del 3 giugno ci saranno 24 ore di tempo per sviluppare e rendere funzionante l’applicazione.
Allo scadere delle 24 ore, entro e non oltre quindi ore 12.00 del 4 giugno, le applicazioni caricate su www.nokia.it/wired saranno testate e giudicate da una giuria specializzata.
Il vincitore sarà premiato con 30.000 euro ed avrà la possibilità di inserire la propria creazione sul negozio virtuale Ovi Store.
Altro premio di 20.000 euro sarà assegnato all’applicazione che risulterà essere la più scaricata dagli utenti.

Nokia agevola il compito degli sviluppatori proponendo un corso sul linguaggio QT; iscrizioni, informazioni e quant’altro sono disponibili sul sito www.nokiaideas.it.

Buone idee a tutti

Svelato iPad: il tablet di casa Apple

27 gennaio 2010 by Roberto  
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Steve Jobs, il numero uno della casa di Cupertino, ha presentato ufficialmente oggi a San Francisco il nuovo nato di casa Apple: iPad.
Secondo le parole dello stesso CEO di Apple definisce il tablet: «un prodotto davvero magico e veramente rivoluzionario».
Aggiunge anche: «Ci sono in circolazione computer portatili a poco prezzo, noi abbiamo qualcosa di meglio», «migliore di un laptop e migliore di uno smartphone», «È spaventoso per vedere film e spettacoli televisivi, i computer portatili non gli sono migliori in niente».
Da come si presenta l’iPad è a metà strada tra uno smartphone e un computer portatile: sembra un grande iPhone.
Svelate anche le caratteristiche tecniche:

  • Possibilità di vedere filmati in alta definizione.
  • Touch Screen da 9,7 pollici con tastiera virtuale e leggibilità elevatissima ideale per libri, giornali e videogiochi funzionante con lo stesso sistema di slide di iPhone e iPod Touch.
  • Peso di 680 grammi.
  • Spessore meno di 1,3 centimetri.
  • Connettività internet tramite wireless a 802.11n, browser Safari ed inoltre Bluetotth 2.1.
  • Di serie software come agenda, email e calendario.
  • Memoria con dischi SSD di 16, 32 e 64 GByte.
  • Microprocessore A4 a 1 Ghz.
  • Compatibilità con tutte le applicationi dell’iPhone.
  • Durata della batteria: fino a 10 ore di funzionamento e di un mese circa in stand-by.
  • In dotazione accellerometro, bussola, altoparlanti e microfono.

Dopo il successo di iTunes Store per la musica, Apple lancia anche iBook Store la libreria creata appositamente per iPad con titoli sia a 9,99 dollari ma anche gratuiti.
Inoltre c’è già la prima applicazione dedicata all’iPad: quella del New York Times.
Il nuovo iPad avrà funzioni anche di eReader, e lo si potrà utilizzare per leggere libri e giornali elettronici.
Peter Moore, di Electronic Arts, ha già mostrato interesse per l’iPad.
Si vociferano anche i prezzi: negli Stati Uniti da 499 a 829 dollari a seconda del modello; negli USA uscirà a marzo, mentre in Europa sarà commercializzato a partire da luglio.


Apple ha pronta la nuova scommessa: non è ancora chiaro se i consumatori accetteranno un apparecchio a metà tra uno smartphone e un laptop.
Curiosamente dopo poco l’inizio della presentazione di Jobs, il titolo di Apple ha perso oltre il 2%.

Nexus One smartphone completa i servizi offerti da Google

7 gennaio 2010 by Roberto  
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Google è azienda leader mondiale del circuito di comunicazione; ora oltre alla ben nota offerta in campo internet affianca i propri servizi con la telefonia mobile.
Poco più di un anno fa, Big G ha lanciato Android - il sistema operativo per dispositivi mobili elaborato da Google stessa – su un unico dispositivo, in un solo paese e con un solo operatore.
Diciamo che l’esperimento ha poi fatto salire a 20 i dispositivi offerti, 59 gli operatori dislocati in 48 Paesi e 19 lingue.
Alla base di questo successo vi è Android che è gratuito ed open source: una tecnologia che permette di produrre telefoni cellulari a costi inferiori, dato che Android è a costo zero, e proprio per la natura open del progetto chiunque può aggiungere ciò che vuole alla piattaforma, il tutto a beneficio degli altri utenti.
HTC ha tolto i veli a Nexus One, il primo Google Phone con sistema operativo Android 2.1.
Lo smartphone marchiato Google è già disponibile in USA al prezzo di 529 dollari (o 179 con contratto biennale T-Mobile), in Europa sarà Vodafone Europe il primo operatore a commercializzarlo dapprima in Inghilterra e poi in Germania e Francia.
Aprile sarà la volta dell’Italia con un prezzo orientativo di 500 euro senza piano tariffario o vincoli di oparatore telefonico.
Sebbene manchi ancora del multitouch, il Nexus One si presenta con le seguenti caratteristiche tecniche:

  • Schermo da 3,7 pollici touchscreen Amoled (480×800 Wvga),
  • Spessore 11,5 mm
  • Peso 130 gr
  • Precessore Qualcomm Snapdragon 3GQSD8250 da 1 GHz
  • Accelerometro
  • Fotocamera da 5 megapixel con autofocus, flash e geotagging
  • Memoria da 512 Mb flash, 512 Mb di Ram
  • Scheda espansione SD da 4 Gb espandibile fino a 32 Gb
  • Bluetooth 2.1 + EDR, Wi-Fi 802.11b/g/n
  • Batteria da 1400 mAh con autonomia di 10 ore in chiamata
  • GMS/GPRS/EDGE, HSDPA da 7.2Mbps e HSUPA da 2Mbps
  • Sistema operativo Android 2.1

Offre applicazioni e caratteristiche avanzate tra cui:

  • Google Maps Navigation
  • Email: account multiple per Gmail; Inbox universale e supporto per Exchange;
  • Rubrica telefonica: contatti aggregati da più fonti, compreso Facebook;
  • Contatti veloci: permette di passare velocemente dalla comunicazione alle applicazioni social e viceversa;
  • Android Market: accesso a oltre 18.000 applicazioni;
  • Tastiera a comando vocale per la compilazione di qualsiasi campo di testo incluso comunicare tramite Twitter o Facebook o completare una email.
  • Sfondi dinamici, interattivi e animati che reagiscono al semplice tocco di un dito
  • Realizzare foto e video di alta qualità, è possibile vedere immagini e album su Picasa nella nuova galleria 3D; registrare video in alta risoluzione e caricarli su YouTube.


“Nexus One rientra nella nuova categoria di dispositivi definita super-telefonini, con i chipset Qualcomm Snapdragon da 1GHz che lo rende potente quanto un computer portatile di 3 o 4 anni fa”, ha commentato Andy Rubin, VP of Engineering di Google. “E’ il nostro modo di alzare lo standard su cosa è possibile ottenere quando si tratta di creare la migliore esperienza mobile per gli utenti. Non vediamo l’ora di iniziare a lavorare con i produttori di dispositivi hardware e gli operatori di telefonia per portare sul mercato più telefoni, in tutto il mondo, attraverso questo canale”.
Riuscirà Nexus One ad imporsi come fece in tempo recente l’iPhone grazie al valore del suo brand (Google)?
Solo il tempo ce lo dirà, a mio parere la carta vincente potrebbe essere la parola magica open-source che permetterà a molti di mettere le mani sul prodotto.
Certo che le caratteristiche tecniche non fanno intendere un miracolo di tecnologia, è sul piano del software che la guerra si combatte grazie all’integrazione di tutti i servizi Google, compreso il Google Voice, e il software di trascrizione vocale.