Steve Jobs presenta le novità autunnali di Apple

1 settembre 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia


Aria di novità sul consueto palco del YBCA Theater di San Francisco: a tenere la scena Steve Jobs in persona, apparso in gran forma.
Si sapeva da tempo che il 1° settembre ci sarebbe stato l’appuntamento di fine estate, quello che porta diritto al mercato natalizio, con le novità della casa di Cupertino.
Si parte con Apple che presenta per bocca di Jobs le sue novità:

  • Presentazione dei nuovi store:
    i negozi sono posizionati a Parigi, vicino all’Operà, a Shanghai, e il 300esimo al mondo a Londra, a Covent Garden.
  • Aggiornamento del Sistema Operativo iOS, quello che fa muovere la famiglia iPad, iPhone e iPodTouch:
    da settimana prossima è previsto l’aggiornamento di iOS alla versione 4.1, e da Novembre arriva la 4.2.
  • Aggiornamento della famiglia iPod:
    presentato il nuovo Shuffle con un mix delle funzioni della generazione 2 e 3 come i pulsanti e la tecnologia Voiceover che identifica il brano in riproduzione e ne pronuncia il titolo da 55 euro.
    iPod Nano rinnovato con schermo multitouch e ampia autonomia vagamente assomigliante ad un grande francobollo da 169 euro.
    Nuovo iPodTouch più sottile, con Retina Display come iPhone 4 e due fotocamere, una frontale e una posteriore con a bordo il chip A4 (lo stesso di iPhone) da 239 euro.
    Jobs commenta dal palco: «È il nostro più grande restyling di iPod» e saranno tutti disponibili dalla prossima settimana.
  • Social Network:
    presentato Ping, «Un Social Network come Facebook – dice Jobs – ma non è Facebook». Pensato per «Seguire i tuoi amici, vedere cosa ascoltano, a quali concerti vanno. Basta chiedere l’invito e se ti accettano sei collegato».
    Il Social è parte integrante della versione 10 di iTunes ed è aperto anche a utenti e anche agli stessi artisti. Per festeggiare il compleanno iTunes si regalerà un nuovo logo.
  • La TV di casa Apple:
    i rumors dicevano che doveva chiamarsi iTV ma il mago di Cupertino ha voluto dare un segno di continuità e quindi si chiama AppleTV esattamente come la precedente versione.
    Subito si nota che è senza hard disk, o comunque unità di memorizzazione, quindi si tratta di un apparecchio di streaming di contenuti multimediali prelavati da una fonte esterna come internet o il Mac di casa.
    AppleTV si comanda con il telecomando apposito ed anche con iPhone, iPad o iPod touch; sarà dotato di Wi-Fi per connettersi ad internet ed alla rete domestica tramite Airplay, l’evoluzione di Airtunes.
    Jobs ha puntualizzato: «Che cosa abbiamo imparato dai nostri clienti?». «Che vogliono i film di Hollywood e le serie TV. Non contenuti amatoriali ma professionali. E poi vogliono pagare meno. E non vogliono un computer nei loro televisori, quello ce l’hanno già, ma solo intrattenimento» al prezzo di pochi dollari (o euro).
    AppleTV costerà 99 dollari negli States, mentre in Europa costerà 119 euro; sarà disponibile inizialmente solo in USA, GB, Canada, Australia, Germania, Francia e Irlanda.
    Steve Jobs punta a far pagare in USA 99 centesimi di dollaro un episodio di una serie Televisiva e un film in HD 4.99 dollari. All’inizio i prodotti disponibili saranno di Abc (della Disney) e della Fox.

In chiusura spazio alla musica live con Chris Martin dei Coldplay sul palco.

In medicina iStethoscope sostituisce lo stetoscopio con un iPhone

31 agosto 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

The Guardian riporta che almeno 3 milioni di medici hanno acquistato iStethoscope, ossia lo stetoscopio digitale per auscultare il cuore tramite iPhone.
Su iTunes ci sono 6 mila applicazioni riguardanti la salute; la scorsa settimana è salita alla ribalta una versione gratuita di iStethoscope, che ben presto è arrivata ai 500 download quotidiani.
L’applicazione, tramite i sensori dello smartphone, è in grado di monitorare il battito cardiaco semplicemente appoggiandolo sul cuore del paziente.

«Sono tutti molto entusiasti dell’introduzione della tecnologia della telefonia mobile nel mondo del lavoro medico, ed è giusto così» spiega l’ideatore del programma Peter Bentley, della University College of London «Gli smartphone sono dispositivi incredibilmente potenti e pieni di sensori, telecamere e microfoni di alta qualità con display sorprendenti che possono essere usati per scopi medici».

Secondo il quotidiano britannico, l’80% dei medici inglesi avrà uno smartphone in tasca entro il 2012, grazie alle migliaia di applicazioni legate alla salute già disponibili.

Addio stetoscopio?
Per Giacomo Milillo, presidente della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg): «Va detto che ci sono in commercio delle apparecchiature biomedicali che sfruttano lo stesso principio e tramite un microfono riescono a fare il tracciato del battito cardiaco e quelle sono già in uso».

Antenna gate su iPhone 4: paga il top manager Mark Papermaster

9 agosto 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

In casa Apple Mark Papermaster, progettista del sistema di ricezione radio di iPhone 4, lascia il posto a Bob Mansfield che era responsabile dei dei PC Macintosh. La Apple non ha precisato se Papermaster si sia dimesso spontaneamente o gli sia stato chiesto di andarsene.
Cade così la prima testa per l’antenna sbagliata dei nuovi melafonini di Apple, il problema riscontrato da molti utenti del nuovo iPhone4: impugnato in determinate posizioni, l’apparecchio perde il segnale e si scollega. Il problema costrinse Steve Jobs in persona a luglio a scusarsi con gli utenti per il cosiddetto ‘Antennagate’ promettendo immediate soluzioni al difetto riscontrato su iPhone 4.

Papermaster è stato l’inventore dell’antenna dell’iPhone4, inizialmente definita “rivoluzionaria” dall’azienda stessa e che invece ha dato una serie di problemi pratici ai clienti; era approdato in Apple da poco più di un anno, “strappato” alla IBM dallo stesso Steve Jobs in persona, dopo 25 anni di attività professionale ai vertici di Big Blue.

Il caso ‘Antenna gate’ è esploso dopo che l’autorevole Consumer Reports americano fece prove dettagliate per verificare il problema; Steve Jobs fu costretto a correre ai ripari prima che il problema compromettesse le vendite del rivoluzionario telefonino.

Una prima mossa fu di aggiornare il software di bordo, poi fu offerta gratuitamente ai clienti dell’iPhone4 una “custodia” in gomma o, in alternativa, ottenerne il rimborso sull’acquisto.
Il problema risiede nella collocazione dell’antenna dell’iPhone4: questa è posizionata proprio sul bordo esterno del “case” del telefonino che è metallico. La “custodia” offerta da Apple di fatto isola l’antenna dal contatto con la mano e quindi scavalca il problema della ricezione.

Certo che gli utenti del marchio Apple, da sempre abituati a prodotti ipertecnologici, sono rimasti delusi sia dal problema sia dalla soluzione suggerita, anche se in numero limitato hanno rinunciato ad avere il nuovo “oggetto-cult” tecnologico.


Il jailbreaking non viola il diritto d’autore

30 luglio 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

Il “jailbreaking“, ovvero lo sblocco dei melafonini iPhone per poter caricare applicazioni non autorizzate da Apple senza passare per iTunes, è da pochi giorni una pratica che non potrà essere perseguita. Lo ha stabilito l’organismo competente del Governo degli Stati Uniti che stabilisce che il jailbreaking non viola il diritto d’autore.
Fin d’ora il mercato delle applicazioni era chiuso e controllato dalla casa di Cupertino tramite iTunes.
Il governo americano autorizza la pratica di sblocco, assieme a molte altre proibite da una legge federale del 1998, che impediva di bypassare le misure tecniche messe in atto dai produttori sui loro prodotti per prevenirne l’uso non autorizzato di prodotti coperti da copyright.
Il Copyright Office of the U.S. Library of Congress, accogliendo l’istanza della Electronic Frontier Foundation (EFF) – organizzazione no profit in difesa dei diritti digitali, ha stabilito che il jailbreaking non va perseguito perché non è una pratica che influisce su opere protette da diritto d’autore.
Da anni alcuni utenti che erano d’accordo con la politica di Apple, che ha sempre sostenuto che il jailbreaking era una modifica non autorizzata del proprio software.
E questo non è altro che il primo passo verso l’apertura del mercato delle applicazioni per i cellulari iPhone, al momento controllato da Apple, rimuovendo di fatto la necessità di dover ricevere dalla casa madre l’approvazione per la distribuzione delle applicazioni attraverso iTunes.
Ovviamenti gli iPhone aperti con la pratica del jailbreaking non potranno essere aggiornati tramite iTunes, ma possono caricare programmi realizzati da produttori indipendenti che non non sono passati attraverso il filtro della casa di Cupertino.
Da parte sua Apple agisce mettendo fuori uso i telefoni “sbloccati” attraverso il meccanismo degli aggiornamenti del proprio device, pratica che la nuova regolamentazione comunque non bloccherà.
Quindi se Apple con questa sentenza si apre di più al mercato i dispositivi mobili con Android, da sempre aperto agli sviluppatori, potrebbero essere le prime vittime proprio sul loro stesso terreno di battaglia.
La Apple fa sapere, per opera della portavoce Natalie Kerris, che il jailbreaking resta una pratica preoccupante per l’azienda di Steve Jobs perché rende gli iPhone “instabili e inaffidabili“; aggiungendo anche: “L’obiettivo della Apple è quello di assicurare ai propri clienti la migliore esperienza possibile con i loro iPhone e noi sappiamo che il jailbreaking può seriamente peggiorare l’esperienza“.
Le nuove regole rimarranno in vigore per cinque anni e sono state accolte con grande entusiasmo dalla Electronic Frontier Foundation: “Il governo ha stabilito un importante principio. I consumatori possono usare e modificare le macchine che hanno comprato se vogliono“.
Via quindi le protezioni per poter cambiare operatore sul cellulare.


L’iPhone fa volare il quadricottero di Parrott

5 luglio 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

Parrot AR.Drone è un elicottero a 4 pale, un quadricottero, che può essere pilotato con una applicazione per iPod touch, un iPhone o un iPad.
Parrot è una azienda che lavora nella ricerca e sviluppo di dispositivi tecnologici senza fili Bluetooth e Wi-Fi; AR.Drone rappresenta la punta di diamante del brand, su cui lo sviluppo dura da 4 anni.
Il velivolo risulta molto semplice da pilotare: fin da subito è in grado di compiere voli spettacolari sopra le nostre teste e offre anche la possibilità di giocare con videogiochi a realtà aumentata.
La trasmissione dei segnali tra il Drone e l’iPhone avviene tramite Wi-Fi.
In Italia vi sarà la disponibilità da Settembre e il suo costo si aggirerà sui 300 euro circa; in Francia nei negozi Fnac è già in vendita.

Con il Parrot AR.Drone oltre all’esperienza di volo ci si può divertire con videogiochi appositamente creati di realtà aumentata grazie alla telecamera anteriore montata a bordo.
Il quadricoptero può essere dotato di guscio protettivo per le eliche rimovibile. Senza protezioni assomiglia ad un insetto gigante, con il guscio protettivo pare una astronave aliena.

I dati tecnici citano che la struttura è fatta in fibra di carbonio e plastica ad alta resistenza, ha ovviamente 4 eliche, ed il dispositivo presenta 4 motori elettrici, la trasmissione delle informazioni tra il velivolo ed il dispositivo avviene tramite rete Wi-Fi, senza router.
Il Parrot AR.Drone contiene a bordo MEMS (Micro Electro Mechanicals Systems) un dispositivo con 3 assi accelerometri, 2 girometri, un sensore a ultrasuoni e due videocamere: una posizionata in basso, è collegata all’Unità di Misurazione Inerziale, l’altra serve per le riprese video in streaming.
La prima videocamera, posizionata sotto la struttura, è collegata all’Unità di Misurazione Inerziale.
L’applicazione AR FreeFlight permette, una volta installata da iTunes di governare il quadricottero tramite iPod Touch, iPhone o il nuovo iPad di Apple.
Quando parte AR.Drone si alza appena di pochi centimetri, grazie all’altimetro e alla fotocamera inferiore, si stabilizza per poi attendere le istruzioni, ovviamente si fa uso del’accelerometro presente nei dispositivi Apple, poi si viaggia ad una velocità di 5 m/s (meno di 20 Km/h).
Il software, scaricabile da App Store gratuitamente, permette la selezione di due livelli di pilotaggio:
1-Beginner, o principiante, con due pulsanti di guida per controllare il dispositivo e per fare simulazioni.
2-Ace, o esperto, con un solo pulsante tattile per pilotare il veivolo.

Per gli sviluppatori di software è presente l’apposito SDK (Software Development Kit), con cui sarà possibile creare nuovi mondi e nuove ambientazioni per la realtà aumentata del drone, oltre che naturalmente creare nuovi ambiti di utilizzo.


iPad con Android? Dalla Cina iPed il clone a 105$

2 giugno 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

iPad fa tendenza, moda e anche cloni cinesi: adesso arriva l’iPed, non proprio uguale ma molto simile alla creatura di Steve Jobs, a cominciare proprio dal nome: iPed.
Con a bordo il Sistema Operativo Android di Google, costa 105 dollari: un quinto dell’originale Applee sembra pure essere promosso dagli esperti che dichiarano: «si presenta come un prodotto Apple e che non è così malvagio».

La televisione giapponese ha documentato, con il video che potete vedere sotto, l’operazione di di copia in quanto l’iPed sembra in tutto e per tutto simile all’originale, pur costando un quarto di meno.
È prodotto in una fabbrica di Shenzen, città cinese famosa per il “tarocco”, salita alla ribalta in questi giorni perchè si sono registrati una serie di suicidi da parte degli operai.
Di Android, che lo equipaggia, ne ho già parlato, ovviamente l’uso di Flash è abilitato ed il processore è un Intel di basso profilo che lavora con 128MB di Ram più 16GB dedicati alla archiviazione dei file.


Intanto le vendite di iPad hanno già toccato quota due milioni; in questi giorni il proddotto Apple è stato commercializzato in Italia, Australia, Giappone, Canada, Gran Bretagna, Francia e Germania e a seguire arriverà anche in altri nove paesi fra cui Austria, Belgio, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Nokia e Yahoo! si alleano per ottimizzare le reciproche potenzialità

25 maggio 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

La strategia messa in campo tra Nokia e Yahoo! punta ad ottimizzare le rispettive potenzialità nel campo dei servizi di e-mail, instant messaging, mappe e navigazione su dispositivi fissi e mobili.
Il gigante finlandese cerca di affrontare al meglio la sfida del web e della connettività mobile dominati da Apple e Google, pronti ad accaparrarsi nuova tecnologia per portare utenti rispettivamente ad iPhone ed Android.
L’azienda californiana, eterna seconda nella lotta tra i motori di ricerca, punta a conquistare nuove fette di mercato per neutralizzare le spinte innovative della concorrenza.
Nokia si sta muovendo anche con Intel per sviluppare il proprio Sistema Operativo: Meego, ovviamente open source e multipiattaforma, lanciando la sfida a Google con il suo Android e ad Apple con il proprio iPhone OS.
Quindi la sfida è anche sui sistemi operativi: Open quello di Android e tassativamente Closed quello di Apple.
Meego è un sistema operativo fatto per “essere bello“, dice l’azienda e “rivoluzionare la vita e l’esperienza web degli utenti“.
Questa dichiarazione può far presagire un utilizzo anche esterno agli smartphone: ad esempio su netbook, automobili, e magari in un tablet (che per inciso Nokia definisce un segmento interessantissimo).
Nokia spiega la scelta con le parole di Mika Setala, direttore delle partnership Nokia: “Se hai un problema con un software open source, il tuo helpdesk è l’immensa base di utenti di queste piattaforme. Basta cercare sul web e la risposta ai propri quesiti è quasi garantita”.
Ovviamente la ricerca è sottointesa che venga effettuata con l’alleato Yahoo!.
Al momento Ovi Store, il negozio multimediale di Nokia, totalizza circa un 1.700.000 download al giorno: da qui si evince sul grande numero del parco utenti Nokia, che unito a quello di Yahoo diventa di rilievo assoluto.

Le due aziende puntano, in futuro, a unire tra loro i database degli utenti, per unificare completamente i due mondi.
L’azienda finlandese sarà il provider globale esclusivo per i servizi di navigazione e mappe di Yahoo!.
La cartografia e i servizi di Ovi Maps saranno inclusi nei prodotti e servizi di Yahoo! che saranno offerti con il marchio “powered by Ovi“.
Yahoo! dal canto suo sarà il partner esclusivo dei servizi Ovi Mail e Ovi Chat di Nokia che saranno offerti agli utenti con il marchio “Ovi Mail / Ovi Chat powered by Yahoo!“.
L’accordo prevede un inizio per la seconda metà del 2010, mentre la disponibilità globale arriverà successivamnete nel 2011.

La crociata di Apple e Microsoft contro Adobe Flash

3 maggio 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Partiamo da Apple con le dichiarazioni di Steve Jobs in cui afferma che ormai Flash è il passato mentre il futuro è HTML 5.
È di questi ore una dichiarazione di Microsoft che di fatto si allinea alla tesi di Apple.

Microsoft per bocca di Dean Hachamovitch, general manager per lo sviluppo di Internet Explorer, commenta che nonostante Flash sia adottato pressoché ovunque, “è comunque un software con alcuni problemi, soprattutto in termini di affidabilità, sicurezza e performance”.

L’azienda padre di Internet Explorer si avvicina a quanto ipotizzato tempo fa da Steve Jobs: l’adozione dell’HTML 5 per i contenuti mobili, è auspicabile in quanto bisogna organizzare le informazioni ed i contenuti tramite strumenti più semplici, leggeri e magari aperti, cosa che Flash non garantisce affatto.

Shantanu Narayen di Adobe risponde che le critiche ad Adobe Flash sono legate alla paura delle aziende di perdere potere verso gli utenti, i quali non potranno essere vincolati ad un sistema operativo o ad uno specifico dispositivo; comunque l’arrivo dell’HTML 5 non inficerà sull’utilizzo e la fruizione dei contenuti in Flash.

Raramente si riscontrano posizioni simili tra i due colossi Microsoft ed Apple, ma se si mettono d’accordo loro, di certo qualche strategia cambierà.
E pensare che fino a ieri Flash era il software multimediale più gettonato del Web, ora sta diventando un peso per tutti: computer inclusi, vista la sua ben nota avidità di risorse.
Dall’altro lato si è in presenza di un standard de facto per quanto riguarda la fruizione di video sul Web (circa il 75% di tutti i video sul Web usano Flash).

Pare che anche il colosso YouTube abbia deciso di cambiare rotta e di virare verso Html 5, sfruttando l’integrazione prospettata da HTML 5 con un supporto nativo per i contenuti multimediali; ovviamente più leggero.
Apple dal canto suo spinge per HTML 5 perché le sue creature iPhone ed iPad dispongono di un sistema operativo light che per scelta tecnica non fa uso di Flash, che ne comprometterebbe le performance, nonché i consumi energetici.
Da ultimo c’è la visione che tale tecnologia è pensata appositamente ad una fruizione con il mouse e non con un touch-screen.

La mia visione è la seguente: ritengo una cosa auspicabile sposare uno standard come HTML 5 che, come ritiene Apple, è “completamente aperto e controllato da una comitato per gli standard”.

Arriva Symbian 3 con lo smartphone Nokia N8

27 aprile 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

Proprio oggi Nokia toglie ufficialmente i veli al suo nuovo smartphone N8: si presenta con caratteristiche tecniche che lo inseriscono nella fascia top dei cellulari multifunzione e lo posizionano come nuovo prodotto principe della gamma del produttore finlandese.
Su di lui si sa già tutto: a Luglio verrà commercializzato ad un prezzo di stima di 370 euro (tasse e sovvenzioni escluse).
Includerà il nuovo Sistema Operativo Symbian 3, sarà dotato di una fotocamera da 12 megapixel, con ottica Carl Zeiss, con un touch screen da 3,5 pollici in tecnologia Oled con interfaccia multitouch capacitiva.
Altra dotazione di serie riguarda: processore da 680MHz, 16 Gigabyte di memoria integrata (espandibile fino a 48 Gbyte tramite Micro SD card), possibilità di registrare filmati in alta definizione in formato Hd 720p e una porta Hdmi per collegare il telefono al televisore Full Hd, Mappe, modulo WiFi e tecnologia 3,5G Hsupa.

Sarà questa la risposta di Nokia dopo 3 anni dall’uscita dell’iPhone di Apple che finora era stato contrastato dal modello N95 presentato nel 2006.
Di certo il prossimo futuro ci riserverà Apple con il suo iPhone 4G, Google con Android, Microsoft con Windows Phone 7, e Nokia con il suo Symbian 3.
Agli utenti il compito di proclamare il vincitore, che ad oggi appare Apple con il suo melefonino in cima ai sogni e desideri dei più.


Un hacker mette Android su un iPhone

22 aprile 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

Nel mondo degli smartphone sono un paio le piattaforme più in voga: iPhone OS di Apple ed Android di Google.
Antagonisti da sempre i due rivali sembrano diametralmente opposti come struttura.
Se da un lato Apple blinda la sua creatura iPhone, dall’altro Google distribuisce Android secondo i crismi dell’Open Source.
La sfida è dunque lanciata: far girare sul melafonino di Apple la creatura di Google.
Il membro di un gruppo “iPhone Dev Team“, un certo David Wang, è riuscito nell’impresa: fare un porting di Android su di un iPhone.
L’hacker è riuscito a caricare su di un iPhone un secondo sistema operativo: Android per l’appunto, riuscendo a farlo funzionare, sebbene, per sua stessa ammissione, con qualità modesta.
Ma l’impresa c’è stata ed è anche documentata dal video preso da YouTube.
Quindi nella stesso terminale, l’iPhone, possono coesistere due sistemi operativi: iPhone OS ed Android; alla stessa stregua di come noi oggi sullo stesso computer installiamo Windows e Linux insieme.
Anche qui si ricorre al sistema del cosiddetto dual-boot, ovvero all’accensione del terminale si sceglie con quale piattaforma partire.
L’operazione, del tutto illegale per Apple, non è stata la prima di David Wang: nel 2008 è riuscito a portare Linux a bordo di uno smartphone di prima generazione della casa di Cupertino.
Dal suo Blog l’hacker protagonista della vicenda riporta: “Android può essere una reale alternativa per gli utenti dell’iPhone, così che potremo finalmente utilizzare Flash…”.
Flash è la tecnologia multimediale di casa Adobe che Apple non ha volutamente integrato nei suoi dispositivi mobili.
Rumors riportano che in casa Google fervono i preparativi della nuova versione 2.2 di Android, nome in codice Froyo.
In casa Apple fa senzazione lo smarrimento di un prototipo di iPhone 4G da parte di un giovane dipendente di Apple in un bar di Redwood City, a circa 20 miglia dal quartier generale di Cupertino.


Pagina successiva »