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Esiste un software, o meglio una serie di algoritmi, che sa identificare, in automatico e senza bisogno dell’intervento umano, le emozioni che sono scritte nei testi: umorismo, gioia, paura e tristezza.
Il progetto è un frutto della ricerca italiana, precisamente di Carlo Strapparava che appartiene all’Unità Human Language Technologies HLT (HLT) del Centro Information Technology della Fondazione Bruno Kessler (Fbk) di Trento.
Ovviamente Google si è subito messo in moto ed ha consegnato un premio di 50 mila dollari a Strapparava che ha vinto una competizione internazionale indetta dallo stesso gigante di Mountain View. Continua a leggere
Chi si occupa di SEO, ma anche solo chi mastica poco di motori di ricerca, sa benissimo che uno dei primissimi pilastri su cui si basa l’algoritmo di Google per riportare i risultati delle ricerche si chiama PageRank.
Wikipedia ci ricorda che il PageRank è un algoritmo che assegna un peso specifico ad ogni elemento o pagina di un sito web, allo scopo di quantificare la sua importanza confrontato con altri elementi o pagine. L’algoritmo di PageRank è stato brevettato con il brevetto numero US 6285999 dalla Stanford University e di fatto Google ne ha fatto un marchio per indicare la particolare funzione che si occupa, assieme ad altri parametri, di fare uscire i risultati delle ricerche sul suo specifico motore. Continua a leggere
Eravamo rimasti che Microsoft e Nokia si erano associate per combattere la Apple di Steve Jobs, mancava la mossa di Google che non si è tirata indietro ed ha acquistato Motorola Mobility per la cifra di 12.5 miliardi di dollari, circa 9 miliardi di euro.
L’annuncio è stato dato congiuntamente dalle due società nel quale si legge che il gruppo di Mountain View e Motorola Mobility hanno «firmato un accordo definitivo» in cui viene sancito l’acquisto, per 40 euro ad azione, di Google a Motorola; il 63% in più rispetto alla chiusura del titolo Motorola Mobility di venerdì scorso.
Con l’acquisizione di Motorola Solutions (la divisione di Motorola che produce smartphone e tablet) Google diventa anche un produttore di dispositivi mobili, insediando da molto vicino sia la Apple che Microsoft-Nokia. Per Bloomberg si tratta della «più grande operazione nel settore» dell’ultimo decennio. Continua a leggere
Bill Coughran, vicepresidente di Google, con un comunicato ufficiale apparso sul blog dell’azienda di Mountain View ha annunciato la chiusura definitiva del laboratorio di idee Google Labs, il sito attivo dal 2002 che ha raccolto le idee ed i software sperimentali che i programmatori del motore di ricerca hanno donato al popolo di internet.
In fondo dai laboratori sperimentali di Google e dalle idee dei programmatori di Big G sono nate applicazioni come Gmail, Maps e Docs che oggi tutti noi conosciamo ed adoperiamo quotidianamente. Continua a leggere
La professoressa Betsy Sparrow, del Dipartimento di Psicologia della Columbia University, assieme ai suoi collaboratori Daniel M. Wegner di Harvard e Jenny Liu della University of Wisconsin, hanno condotto degli esperimenti su un gruppo di studenti per capire meglio come le moderne tecnologie, ed internet in particolare, hanno cambiato il modo in cui il nostro cervello immagazzina le informazioni apprese.
In uno di questi esperimenti gli studenti sono stati divisi in due gruppi, ambedue dovevano prendere appunti mediante computer con la differenza che ad un gruppo avevano detto che le informazioni che avevano preso sarebbero state salvate, all’altro gruppo che invece andavano perse.
Il risultato è stato questo: al gruppo gli studenti ai quali si era detto che i propri dati sarebbero andati perduti hanno evidenziato di aver memorizzato nella mente più informazioni rispetto agli altri, ricordando anche più particolari di quanti ne avessero inseriti negli appunti. Continua a leggere
Google ha da poco lanciato un nuovo sito, si chiama What do you love? ed ha lo scopo di mostrare tutto quello che Google può fare per te. Se ad esempio inserisco “Venice” come chiave di ricerca, al posto della classica serp di Google, mi viene proposto un elenco dei servizi offerti da Google, suggerendo come possono essere utilizzati in base alla chiave di ricerca inserita: posso acquistare dei libri su Venezia attraverso Google Books, posso leggere le ultime news che riguardano Venezia con Google News, posso esplorare Venezia con Google Earth e così via. Continua a leggere
In questi giorni, navigando tra social e blog, c’è una argomento super discusso, Google+, e la domanda è solo una: “chi mi manda un invito per Google+?”
Vediamo allora come si mandano gli inviti.
1. Cerchie, aggiungi una persona
Il metodo più veloce e diretto è sicuramente quello di andare sull’icona cerchie, la quarta a destra del logo di Google plus, e utilizzare gli strumenti “persone nella tua cerchia – aggiungi una persona” che ti permette di aggiungere qualcuno attraverso il loro indirizzo email oppure “trova e invita” che suggerisce collegamenti o li pesca dal vostro indirizzo email. Continua a leggere
Forse è la volta buona per Google che ha già investito e rottamato molto sui Social Network: vedi Buzz e Orkut. Oggi è la volta di “Google+” (Google Plus), il nuovo progetto del Motore di Ricerca più famoso al mondo, e stranamente assomiglia molto al concorrente diretto Facebook.
Le prime immagini di Google+ le mostra Business Insider: si nota subito una somiglianza elevata con la creatura di Marck Zuckerberg; quasi che i tecnici di Mountain View abbiano smontato il Libro delle facce pezzo per pezzo per poi rimontarlo di nuovo.
La pagina principale di accesso ai servizi ha la consueta barra degli strumenti in alto con le icone per le foto, link e video; c’è pure la barra laterale destra dove vengono suggerite persone da eventualmente socializzare.
Un Facebook clonato per combatterlo con le stesse sue armi ed il suo stesso look and feel, ma in qualche parte cambiato per avere il meglio. Continua a leggere
Una inchiesta realizzata in 31 università italiane profila le aspirazioni dei futuri laureati italiani su un campione di 8.560 intervistati: il sogno è Google seguito da Ferrari, che invece era risultata prima l’anno scorso.
Gli intervistati non ci pensano su due volte a tradire i nostri marchi più famosi ed affascinanti per il brand di Mountain View, che di fatto risulta il sogno italiano più gettonato.
La ricerca è stata certificata da Universum, una azienda con sede a Stoccolma specializzata in “employer branding”: ovvero la capacità di un’azienda di attirare dipendenti sulla base del suo marchio (brand). Continua a leggere
Il primo portale video creato da Mountain View cala il sipario definitivamente; Google Video ha perso da tempo la guerra in casa con YouTube, troppo popolare e troppo forte. Google Video, in una mail inviata agli utenti del vecchio portale, ha invitato a recuperare entro il 13 maggio i contenuti video che sono stati scaricati sul portale.
È prevista per il 29 aprile la chiusura definitiva del portale Google Video; dopo il 13 maggio i file caricati dagli utenti saranno cancellati definitivamente dai server di Google. Continua a leggere