Sarkozy colpito da Google bombing con trou du cul

7 settembre 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Il «Google bombing» colpisce ancora i politici: stavolta a farne le spese è stato Monsieur le Président Sarkozy: cercando su Google France l’espressione «trou du cul» in francese appariva come primo risultato la pagina Facebook dell’inquilino dell’Eliseo.
Nicolas Sarkozy, al pari di altri uomini politici come George W. Bush, Tony Blair e Silvio Berlusconi, è rimasto vittima del cosidetto «Google bombing» da parte di qualche hacker. Ricordo che anche il Vaticano ne ha fatto le spese con la stessa tecnica adottata per etichettare il politico.
Abili «ammaestratori» del motore di ricerca hanno puntato sulla pagina di Facebook di Sarkozy «bombardando» Google di collegamenti particolari utilizzando l’espressione in questione, tanto da ingannare di fatto Big G.
Ricordo gli altri precedenti famosi:

  • Blair fu collegato alla parola «bugiardo»,
  • l’ex presidente George W. Bush a «miserable failure» (miserabile fallimento),
  • Berlusconi a «fallimento».

Google si trincea dietro la solita nota: «Noi non sosteniamo questa pratica, né nessuna altra pratica che punti ad alterare l’integrità dei nostri risultati di ricerca». Ha poi aggiunto che i suoi risultati: «sono generati da un algoritmo che classifica, fra gli altri, le pagine web tenendo conto della relativa popolarità dei siti che puntano verso queste pagine».

Attualmente in Francia è in discussione in parlamento Hadopi: una legge per combattere la cosiddetta pirateria informatica; che sia una vendetta contro la legge francese?

Infine lascio alla vostra curiosità la traduzione dell’espressione incriminata «trou du cul»

Tornano le Googlecar di Street View sulle strade italiane

7 agosto 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

In questi giorni le famose auto auto di Google Street View tornano a visitare e mappare le strade d’Italia per e catturare nuove immagini da inserire successivamente su Google Maps.
Ora Google fornisce su una un’apposita pagina l’informazione di dove si trovano le proprie auto in pattugliamento.

Ovviamente in questa nuova ricognizione è stato corretto e risolto il problema relativo alla registrazione delle reti WiFi, che negli scorsi mesi aveva scatenato non poche polemiche nei confronti della società di Mountain View.

Dopo il lancio di Street View, in più di venti Paesi nel mondo, l’applicazione di Big G ha riscosso ovunque un buon successo. “In media – secondo i responsabili del servizio - abbiamo constatato un incremento del 20% nell’uso delle mappe una volta che le immagini Street View sono state rese disponibili”.

Al momento di scrivere l’articolo le auto fotografavano:

Regione Provincia
Sardegna Sassari, Cagliari
Sicilia Messina, Catania, Palermo, Caltanissetta, Trapani
Calabria Reggio Calabria, Vibo di Valentia, Catanzaro, Crotone, Cosenza
Puglia Lecce
Campania Napoli, Caserta, Avellino, Salerno
Molise Campobasso
Abruzzo Pescara
Marche Macerata
Lazio Roma
Toscana Pisa
Veneto Padova
Lombardia Brescia
Piemonte Torino

Google cestina Wave: non piace agli utenti

6 agosto 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Google sopprimerà il progetto Wave: il Social Network che aggrega insieme chat, condivisione di file e collaborazione tra persone in tempo reale.
Il flop è stato annunciato con un lapidario: «Wave non ha avuto il riscontro che speravamo» attraverso una articolo sul blog ufficiale della compagnia di Mountain View dopo solo un anno dal suo lancio.
Tutto questo dopo le ultimissime innovazioni che il pacchetto ha avuto come ad esempio il correttore automatico in grado di comprendere non solo le singole parole, ma il contesto generale in cui venivano inserite.
Eric Schmidt, amministratore delegato di Google riporta: «Ci piaceva l’interfaccia e le nuove funzioni, ma non ha ottenuto abbastanza attenzione».

Nel campo del software nulla si butta totalmente ma qualcosa si ricicla sempre: la piattaforma non esisterà più come progetto indipendente, dice Big G, e la sua tecnologia verrà reimpiegata in altri progetti.
La decisione presa da Google è di lasciare attiva la piattaforma collaborativa fino alla fine dell’anno e di rendere disponibili le parti centrali del codice come base open source.

Wave è nato, secondo i piani di Google, come prodotto “email Killer” e “Facebook killer”, facendo presagire ad una vera e propria rivoluzione del social web: avrebbe dovuto sostituire la posta elettronica; in rete vi erano pochi inviti, a seguito di una raffinata strategia di marketing, quotati all’inizio fino a 5 mila dollari su eBay.

Ora è il tempo di chiedersi quali sono state le cause del flop: quasi nessuno usa “l’onda”.
Secondo il “ReadWriteWeb” il prodotto era troppo di nicchia; mentre per “Search Engine Land” l’applicazione offriva troppe funzioni, disorientando così gli utenti.
Scorrendo i flop di Google si nota la sequenza di sconfitte nei Social Network.
Nel 2004 ha lanciato Orkut: ha riscosso successo solo in Brasile e India, restando sconosciuto nei paesi occidentali.
Big G ha acquistato Jaiku, un clone di twitter, ma poi ha chiuso il progetto di microblogging perché la partecipazione era scarsa.
Nel 2005 aveva puntato sui social network geografici che mostrano dove si trova l’utente: recentemente negli States ha raggiunto 2 milioni di utenti Foursquare, una rete sociale online che consente alle persone di segnalare dove si trovano.
Cinque anni fa Google aveva acquisito un altro “geo-social-network”: Dodgeball, poi abbandonato. Ci ha riprovato con Latitude, senza finora riscontrarne troppo interesse.

Intanto, c’è attesa per l’ultimo progetto in cantiere: un social che annuncia una sfida aperta a Facebook che dovrebbe chiamarsi Google.Me.

Google beffato: cercando Vatican esce pedofilo

18 luglio 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Google sabato scorso è stata vittima di una beffa, prontamente messa a posto nel giro di poche ore: infatti se veniva digitata la parola «Vatican» il motore di ricerca proponeva come primo risultato il sito «pedofilo.com».
Un vero e proprio “errore di indicizzazione” oppure, come sembra l’opera di qualche hacker che ha sfruttato una falla nell’algoritmo segreto di Google? Il gigante dei motori ha comunque ritenuto opportuno esaminare tempestivamente la questione: “Stiamo valutando le cause, non si è trattato necessariamente di un hackeraggio“, dichiarano dall’azienda di Mountain View che non ha ancora fornito una spiegazione ufficiale.

Il sito www.pedofilo.com è intestato ad un messicano, che gestisce la società informatica Guionbajo nel Nuevo Leon, e ad momento risulta inaccessibile.
Dalla cache di Google il dominio incriminato, dal nome volutamente provocatorio, si occupa di informazione religiosa.

Le prime ipotesi fatte da terzi puntano diritte alla tecnica del ‘googlebombing’ secondo cui viene attribuita importanza a una pagina internet in rapporto a quanti link verso di essa si trovano all’interno di altri siti web.
Google aveva dichiarato nel 2007 di aver eliminato la possibilità di scalate alla classifica con questo tipo di azioni, ma evidentemente ci si trova di fronte a una tecnica nuova per ottenere lo stesso risultato.

In passato il ‘googlebombing’ era già stato sfruttato: quando si cercava «miserable failure» (miserabile fallimento) si veniva dirottati verso la pagina della biografia del presidente americano.

Sicuramente i SEO di mezzo mondo stanno cercando di capire il fenomeno per sfruttarlo a proprio vantaggio.

Nel nuovo Google Chrome 6 ci sarà un lettore PDF integrato

26 giugno 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Google aggiornerà il proprio browser Chrome, ora in versione 6 beta, integrandovi nuovi plug-in all’interno; nella versione 6 ci sarà un lettore di documenti PDF che mira a rendere superfluo l’installazione di Adobe Reader o altri lettori di PDF durante la navigazione.
Il visualizzatore di file PDF “nativo” basato su “NPAPI Pepper” renderà disponibili i file in modo simile alle pagine web, con funzioni disponibili come lo zoom o la ricerca testuale.

NPAPI Pepper viene supportato anche da Mozilla, anche se per il momento non si trova traccia nel browser Firefox.

Secondo la logica di sicurezza intrapresa nell’organizzazione del browser di Mountain View, come per le pagine web, anche i PDF verranno eseguiti in uno spazio apposito detto sandbox, che permette a Chrome di non chiudersi completamente se una pagina dovesse andare in crash.
Ovviamente il nuovo lettore PDF integrato non offre tutte le le funzionalità avanzate di Adobe Reader, ma ci potrà aspettare sviluppi nelle versioni successive.
Secondo i piani di Google questi sono i vantaggi non utilizzando il Reader di Adobe:

  • Rendering dei documenti PDF che viene effettuato come il normale codice HTML rendendo di fatto pagine web e PDF simili come concetti.
  • Aumento della protezione del sistema usando le routine PDF nella sandbox di Chrome, la stessa utilizzata per il rendering delle pagine web.
  • Aggiornamenti automatici del PDF-reader nativo di Chrome senza che gli utenti aggiornino manualmente i componenti.

Come abbiamo più volte sottolineato, il tradizionale modello di gestione dei plugin, sebbene potente, presenta delle problematiche in termini di compatibilità, performance e sicurezza“, ha dichiarato l’ingegnere Marc Pawlige di Google. “Per questo motivo, stiamo lavorando in collaborazione con la comunità web per definire la prossima generazione delle API per i plug-in“.
Chrome come ammette Google giocherà un ruolo fondamentale in Chrome OS il sistema operativo che è atteso per il prossimo autunno.

Per chi vuole provare la nuova funzionalità basta installare la versione dev di Google  Chrome, la attuale 6.0.437.3, ed attivare il plugin con il comando ’chrome://plugins’ digitato nella barra degli indirizzi.
Dopo l’integrazione di Flash, il lettore di PDF nativo segna una strada con scenari tracciati di utilizzo più ampi, anche sul piano professionale.

Google mette in Street View le foto degli utenti

10 giugno 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Street View allarga la sua copertura usufruendo delle immagini scattate e inviate dagli utenti: aumenta la disponibilità di informazioni delle principali città e dei più importanti monumenti usufruibili tramite il servizio dalla stessa Google.
Durante la navigazione, qualora ci fosse un contributo degli utenti, apparirà una icona in alto a destra con delle anteprime che ci potranno fare integrare i servizi della classica auto di Street View con le foto immagazzinate dagli utenti.
È da oltre un anno che gli utenti di Street View possono pubblicare le proprie foto e associandole ad una località o ad un monumento cittadino.
Solo ora però il servizio di mapping digitale di bigG ci consente di sincronizzare i servizi.
Ultima notizia: in occasione dei prossimi mondiali di calcio con Google Street View possiamo vedere tutti gli stadi Sudafricani in cui si disputeranno le partite.


Google annuncia: in autunno esce il suo Chrome Os

4 giugno 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

Google, per bocca del vicepresidente Sundar Pichai, rimanda a tutti l’appuntamento con il proprio Sistema Operativo Chrome Os in autunno: partirà quindi la sfida di Google a Windows e non solo.
Il gigante dei motori di ricerca metterà quindi un altro tassello con Chrome OS nei nostri Personal Computer.
Il sistema Operativo è gia stato presentato nel novembre dello scorso anno, ma ora la piattaforma totalmente “Web based” sarà pronta a salire a bordo di notebook e, soprattutto, netbook.

Il nome ci ricorda fin d’ora il browser con cui Google stessa si è già messa in competizione con gli altri giganti come Internet Explorer, Mozilla Firefox, Safari e Opera.

Già si conoscono requisiti e peculiarità di Chrome Os: si parte dalla estrema praticità d’uso per finre sui limitati prerequisiti hardware come memoria e potenza di calcolo necessari all’utilizzo del sistema operativo; la peculiarità consiste che la maggior parte delle applicazioni non dovranno essere installate sul computer stesso, ma saranno fruibili direttamente on line, nella ormai nota modalità di Cloud Computing.

Attualmente il browser Chrome è arrivato a quota 7% nel regno dei programmi di navigazione dietro ad Internet Explorer di Microsoft, a quota 59,7%, e a Mozilla Firefox con il 24,4%.
Quindi a Mountain View non si offre solo servizi di Cloud Computing come gmail e Google Docs, ma si cerca di penetrare anche nel software a bordo dei personal computer.
Ovviamente Chrome Os sarà distribuito gratuitamente insieme a Chrome Store, il negozio virtuale da cui si potrà scaricare software per i propri computer.

Sembra anche che inizialmente Chrome OS non sarà personalizzabile, dando solo in futuro questa possibilità ai produttori di pc con apposita licenza.


Google abbandona Windows per motivi di sicurezza

3 giugno 2010 by Roberto  
Archiviato come Internet

Per questioni di sicurezza, dopo gli attacchi informatici dei mesi scorsi, Google avrebbe deciso di abbandonare il sistema operativo Microsoft Windows dai computer dei suoi dipendenti per passare ad OsX di Apple o a Linux.
L’azienda di Mountain View ritiene l’architettura Unix di OsX e Linux meno penetrabile di quella del sistema operativo Microsoft.
Google sostituendo il Sistema Operativo di molti suoi dipendenti, con tutti i costi del caso, di fatto dichiara che  i prodotti Microsoft non sono affidabili per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza.

Secondo il Financial Times a tutti i nuovi dipendenti dell’azienda viene proposta la scelta tra avere una macchina con Sistema Operativo Mac OsX oppure un PC con Linux a bordo. “Non utilizzeremo più Windows“, dichiara la fonte al Financial Times, “per motivi strettamente di sicurezza. È ancora possibile utilizzare Windows sui laptop dell’azienda, ma non più sulle postazioni desktop“.

Da Mountain View trapela che sarebbero stati gli stessi dipendenti a migrare spontaneamente da Windows verso Linux e Mac non sentendosi affatto sicuri dopo gli attacchi dello scorso gennaio.

La massiccia diffusione del Sistema Operativo di Microsoft ha reso Windows, proprio perchè molto popolare, la più sensibile agli attacchi esterni e di fatto la più conosciuta da criminali e da chi programma di virus.

Il Pacman compie trent’anni e Google lo mette in home page

23 maggio 2010 by Roberto  
Archiviato come Siti web

In occasione del trentennale del più famoso gioco `arcade´ Google gli dedica la sua home page.
La scritta Google che tutti conosciamo è stata `ridisegnata´ con i temi del popolare videogioco; è anche possibile, cliccandoci sopra, giocarci direttamente online utilizzando il mouse o i tasti di direzione.
È persino comparsa la scritta `Insert Coin´ ovvero `Inserire una moneta´ con la quale si può attivare il gioco in gue.
Pac-Man si basa su regole semplici ed intuitive: bisogna sfuggire ai fantasmini che ci inseguono, il pac man deve mangiare i pallini sparsi lungo il labirinto. Per passare ad un livello superiore bisogna eliminare tutti i pallini; in questo caso i nemici si fanno ancora più minacciosi ed i frutti cambiano. Mangiando i frutti il nostro Pac-man si trasforma da preda in cacciatore di fantasmi per alcuni secondi.

Ultima curiosità: pac-man di Google non è realizzato in tecnologia flash.
Forse è un altro segnale nella guerra dichiarata da Apple e Microsoft alla popolare tecnologia di Adobe.


Google anche nel salotto di casa con la sua Internet TV

20 maggio 2010 by Roberto  
Archiviato come Tecnica e tecnologia

In questi giorni Google, Sony ed Intel hanno presentato «Google Tv», con l’intento di cercare di far sposare tra televisione e Web per lanciarsi nel mercato della pubblicità televisiva, che si stima valga 70 miliardi di dollari.
Così, dopo il web, Big G punta ad entrare nei sul piccolo schermo con video e social network per stravolgere tutto: dai palinsesti televisivi alle abitudini dei telespettatori.
Alla conferenza annuale dedicata agli sviluppatori Google ne svela il progetto rivelando: «Vogliamo essere ovunque ci sia Internet» permettendo di navigare online e tra i canali contemporaneamente.
Sony con il suo “Sony Internet tv” fornirà l’apparecchio televisivo, basato guarda caso su Android, ad Intel invece il compito delle elaborazioni sui processori Atom, infine Logitech si occuperà delle tastiere wireless, i telecomandi e gli altoparlanti.
Come dire che ognuno avrà una fetta di torta, o di pubblicità?
Dapprima l’hardware sarà un box esterno da abbinare al TV, ma successivamente si pensa di incorporarlo direttamente nel televisore.
La visione è quella di passare da un utilizzo passivo dipendente dagli orari dei palinsesti televisivi, ad un uso più attivo «per consentire a chiunque di decidere ciò che vuole vedere, quando vuole», dice il numero uno di Intel Paul Otellini.
Non solo TV ma anche contenuti di Internet, YouTube con i video ed infine i social network come Twitter e Facebook.
Da qui un nuovo mondo forse si aprirà con la possibilità di registrare programmi e di commentarli in chat, ascoltare le stazioni radio online e interagire con il canale in diretta.
Si ipotizza che il servizio potrebbe vedere la luce in autunno negli USA e per il prossimo anno nei mercati internazionali.


Pagina successiva »