Twitter ha superato il traguardo dei 145 milioni di iscritti

4 settembre 2010 by Roberto  
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Evan Williams, amministratore delegato di Twitter, con un messaggio pubblicato sul blog della società di microblogging ha dichiarato che il Social Network ha sfondato il tetto dei 145 milioni di iscritti.
Secondo Williams il rilascio della applicazione ufficiale per smartphone ha contribuito in maniera decisiva a far crescere il numero di utenti: ben il 16% dei nuovi iscritti si sono collegati al sito prima dal cellulare che dal computer.
Dalla metà di aprile le persone che si sono connesse a Twitter tramite telefono cellulare sono cresciute del 62%.
Il Social Network di microblogging procede ad una media di 300 mila nuovi utilizzatori del servizio al giorno: fino a 4 mesi fa gli iscritti erano (solo?) 105 milioni.
Non c’è dubbio che l’applicazione per l’iPad di Apple, da poco disponibile, sia destinata a contribuire all’aumento del numero di utenti.
Al confronto con Facebook i numeri dicono che le utenze dei due Social Network sono rispettivamente di 500 milioni per Facebook e di 145 milioni quelle di Twitter.
Di questo passo Twitter riuscirà a scalzare dal trono Facebook?

Places di Facebook alla conquista di Foursquare

20 agosto 2010 by Roberto  
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Il Social Netowrk di Zuckerberg ha presentato Places: si potrà rintracciare, o meglio geocalizzare, i propri amici direttamente sul territorio; si pone come alternativa a Foursquare, che proprio in questo periodo il Ceo Dennis Crowley ha diffuso su Mashable un numero di ingressi record.
In italia la applicazione Facebook Places è scaricabile per iPhone, ma non risulta ancora del tutto operativa; in seguito altri smartphone dotati di GPS potranno segnalare in quale locale siamo entrati, o quale strada stiamo percorrendo.
Mark Zuckerberg, amministratore delegato del Social Network dichiara: «Places aiuta le persone a stare connesse dovunque vadano e non solo sul computer».
Il Wall Street Journal in un articolo descrive le potenzialità commerciali di rintracciare utenti sul territorio, soprattutto per la pubblicità: comunicando ai nostri amici dove ci troviamo potremo essere inondati da offerte degli esercizi commerciali di zona.
Quello degli annunci locali è un mercato interessante che piace molto ai pubblicitari: è rapido e va subito a colpo sicuro.
Agli avversari non fa paura di per sé l’app di Facebook, non è l’unico operatore internet che sviluppa sistemi analoghi la newyorkese Foursquare e la texana Gowalla oppure Loopt e Booyah per esempio, ma il bacino di 500 milioni di utenti che il colosso possiede al momento di entrare in questo campo.
Il Ceo di Foursquare confrontando i due servizi nota il target di utenti diverso: «Facebook è incentrato sulla condivisione delle esperienze vissute, mentre Foursquare è più dedicato a ciò che sta accadendo sul momento e su ciò che accadrà in futuro in un certo luogo».

Google cestina Wave: non piace agli utenti

6 agosto 2010 by Roberto  
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Google sopprimerà il progetto Wave: il Social Network che aggrega insieme chat, condivisione di file e collaborazione tra persone in tempo reale.
Il flop è stato annunciato con un lapidario: «Wave non ha avuto il riscontro che speravamo» attraverso una articolo sul blog ufficiale della compagnia di Mountain View dopo solo un anno dal suo lancio.
Tutto questo dopo le ultimissime innovazioni che il pacchetto ha avuto come ad esempio il correttore automatico in grado di comprendere non solo le singole parole, ma il contesto generale in cui venivano inserite.
Eric Schmidt, amministratore delegato di Google riporta: «Ci piaceva l’interfaccia e le nuove funzioni, ma non ha ottenuto abbastanza attenzione».

Nel campo del software nulla si butta totalmente ma qualcosa si ricicla sempre: la piattaforma non esisterà più come progetto indipendente, dice Big G, e la sua tecnologia verrà reimpiegata in altri progetti.
La decisione presa da Google è di lasciare attiva la piattaforma collaborativa fino alla fine dell’anno e di rendere disponibili le parti centrali del codice come base open source.

Wave è nato, secondo i piani di Google, come prodotto “email Killer” e “Facebook killer”, facendo presagire ad una vera e propria rivoluzione del social web: avrebbe dovuto sostituire la posta elettronica; in rete vi erano pochi inviti, a seguito di una raffinata strategia di marketing, quotati all’inizio fino a 5 mila dollari su eBay.

Ora è il tempo di chiedersi quali sono state le cause del flop: quasi nessuno usa “l’onda”.
Secondo il “ReadWriteWeb” il prodotto era troppo di nicchia; mentre per “Search Engine Land” l’applicazione offriva troppe funzioni, disorientando così gli utenti.
Scorrendo i flop di Google si nota la sequenza di sconfitte nei Social Network.
Nel 2004 ha lanciato Orkut: ha riscosso successo solo in Brasile e India, restando sconosciuto nei paesi occidentali.
Big G ha acquistato Jaiku, un clone di twitter, ma poi ha chiuso il progetto di microblogging perché la partecipazione era scarsa.
Nel 2005 aveva puntato sui social network geografici che mostrano dove si trova l’utente: recentemente negli States ha raggiunto 2 milioni di utenti Foursquare, una rete sociale online che consente alle persone di segnalare dove si trovano.
Cinque anni fa Google aveva acquisito un altro “geo-social-network”: Dodgeball, poi abbandonato. Ci ha riprovato con Latitude, senza finora riscontrarne troppo interesse.

Intanto, c’è attesa per l’ultimo progetto in cantiere: un social che annuncia una sfida aperta a Facebook che dovrebbe chiamarsi Google.Me.

Tumblr la terza via dopo Facebook e Twitter?

5 agosto 2010 by Roberto  
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Usiamo questo esempio per descrivere Tumblr: le fotografie più suggestive, i video più belli e le storie più interessanti.
La colla si chiama Tumblr, il Social Network che piace alla stampa americana, è come un blocco per gli appunti che raccoglie parole e immagini trovati sul web e riassembla tutto in una sola pagina come un blob personale di internet.
Se la filosofia di Twitter punta sui testi brevi degli utenti del Social Network, Tumblr incolla tra loro frammenti di testi, immagini e filmati.
Negli ultimi mesi Tumblr ha destato l’interesse dei giornali negli Stati Uniti.
Il settimanale Newsweek è stato uno dei primi a sposare il Social Network con un progetto ufficiale: in effetti si tratta della selezione e successiva pubblicazione di contenuti delle sue pagine ed altri tratti dalla rete.
In seguito è stata la volta del New Yorker, The Atlantic, Rolling Stone, e altre società editoriali.
In un altro caso i reporter d’inchiesta di Pro Publica, l’organizzazione non profit premiata con un premio Pulitzer, hanno utilizzato Tumblr per costruire il loro collage sulle dichiarazioni politiche più recenti con senzo ironico ispirandosi ai fumetti.

È di questi giorni l’ingresso di tumblr nella classifica dei top cinquanta siti web più visitati negli States.

A fondare il Social Network nel 2007 è stato un ragazzo di 24 anni un certo David Karp.
Il diciannove luglio Karp ha scritto su Twitter “Ci siamo riusciti” non appena ha saputo di essere entrato nella classifica citata.
Attualmente gli utenti sono sei milioni: non tanti se si paragonano i numeri con quelli di Facebook e Twitter; metà degli utenti iscritti risiede al di fuori dei confini USA.
Ma quello che fa pensare è il trend di crescita: ogni giorno sono 4.5 milioni le pagine pubblicate, un numero sette volte maggiore rispetto a un anno fa.
Tumblr rispetto ad altri Social facilita la raccolta di video e immagini sul web attraverso un apposito bottone-applicazione da installare sul proprio browser.

Inoltre è pensato per essere usufruito sui dispositivi mobili con schermi a colori, come i noti smartphone e tablet.

Gli appunti online scritti con Tumblr diventano col passare del tempo una sorta di diario digitale da condividere tramite internet.

Su Facebook arriva il panic button per difendere i minorenni

12 luglio 2010 by Roberto  
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Facebook, la società di Mark Zuckerberg, ha ascoltato la richiesta del Governo Inglese di creare un “Panic Button”, per proteggere i minori dai malintenzionati del web, a seguito della morte di Ashleigh Hall, una adolescente 17enne che aveva conosciuto il suo assassino e stupratore Peter Chapman sul Social Network.
Da oggi sulle pagine di Facebook per i ragazzini britannici appare un invito ad aggiungere al proprio profilo il “panic button”, un’applicazione nata dalla collaborazione con Child Exploitation and Online Protection Centre che si occupa di contrastare gli abusi sessuali sui giovanissimi, compreso ovviamente l’adescamento degli stessi tramite la rete.

Jim Gamble, responsabile del CEOP, ritiene la sola esistenza dell’applicazione, visibile sul profilo di chi la usa, di per sé sia un deterrente per i pedofili.

Joanna Shields, vicepresidente di Facebook per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, ha aggiunto che questa «non è un’arma risolutiva per rendere più sicuro l’uso di internet. Abbiamo sviluppato una nuova strada per aiutare i più giovani ad essere al sicuo online. Ma è solo con un costante e convergente sforzo di industria, polizia, famiglie e degli stessi giovanissimi che possiamo mantenere la sicurezza anche su internet».
L’iniziativa, per ora, riguarda la sola Gran Bretagna ed apparirà sulle pagine degli utenti compresi tra i 13 ed i 18 anni.

La deputata italiana Saltamartini, responsabile delle pari opportunità, ha commentato: “Il Panic Button lanciato da Facebook in Gran Bretagna può essere un’utile iniziativa per proteggere i minori dalle insidie dei social network. Studi recenti purtroppo confermano che il cosiddetto “grooming”, ovvero l’adescamento online, è un fenomeno sempre più diffuso. Ben venga, dunque, l’applicazione. E credo anzi che sarebbe opportuno estendere questo progetto a tutti gli stati europei, realizzando una collaborazione tra Facebook e le associazioni nazionali che si occupano di tutela dei minori“.

Openbook svela le lacune di Facebook nella protezione dei dati personali

19 maggio 2010 by Roberto  
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Tre ingegneri di San Francisco creano Openbook con l’obiettivo di per mostrare le falle che ha Facebook in materia di privacy.
Il funzionamento è semplice: si digitano i termini che ci interessano, ed appaiono i post degli utenti che contengono quelle parole chiave, pubblicati negli ultimi giorni, che Facebook lascia liberi di circolare sul web.
In questo modo, secondo i creatori di Openbook, viene a galla il fatto che Facebook non comunica esplicitamente agli utenti quali informazioni diventeranno pubbliche e di libero accesso.
Sotto i riflettori vi è la nuova regolamentazione di Facebook in materia di privacy e l’utilizzo dei dati personali degli utenti su siti partner, inoltre vi è l’indicizzazione dei motori di ricerca.
Il servizio è stato scritto usando le API pubbliche e documentate di Facebook, Openbook dà a tutti la possibilità di cercare gli aggiornamenti di status che non sono protetti.
Non a caso, lo slogan del Social Network è: “Facebook vi permette di connettervi e condividere la vostra vita con le persone. Che lo vogliate o no“.
Quanto starà incidendo Openbook sull’immagine di Facebook?
Occorrerà attendere i dati sul numero degli iscritti per comprendere quanto il tormentone privacy sia caro agli utenti di Facebook e quanto la fama della creatura di Zuckerberg ne sarà penalizzata.
Secondo lo schema di queste critiche al Social Network, è nato un progetto di un gruppo di ragazzi americani che a settembre vogliono lanciare “Diaspora“, un Social Network che invece garantirà ai propri utenti il pieno controllo delle loro informazioni personali, a differenza di Facebook.

I risultati del XIV Annual Webby Awards

7 maggio 2010 by Roberto  
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Ogni anno vengono assegnati gli Oscar ai migliori siti web del mondo: i Webby Awards sono il riconoscimento ai lavori pubblicati sulla Rete.
Sono 70 le categorie in gara: dalle testate giornalistiche ai siti di volontariato, fino al migliore social media network.
Citando qualche premio a caso: per l’editoria è stata premiata la stampa americana, tra cui il sito del Newyorker e del New York Times, la migliore homepage in assoluto è stata quella del sito Life.com, per il migliore uso della fotografia ha vinto The Economist Thinking Space, mentre il sito della Hbo, è stato considerato meritevole per la gestione di video sul web.
Tra i social network, se ci si aspettavamo tutti Facebook, ha primeggiato Twitter che si è aggiudicato anche il premio come miglior servizio utile, A Mashable il premio come miglior Blog e Truthdig quello come miglior blog di politica.
Tra i servizi web più famosi Flickr è stato eletto la miglior community e Tumblr la migliore applicazione del Web del 2010.
Ad Hulu spetta il premio per i migliori servizi a banda larga, mentre tra celebrità ha primeggiato il sito di Jim Carrey, mentre per la musica ha vinto Pandora, sito a noi sconosciuto perché rivolto esclusivamente ai navigatori americani.
Di seguito il dettaglio di tutte le 70 categorie in gara in rigoroso ordine alfabetico:

activism, art, associations, automotive,
banking/bill paying, beauty and cosmetics, best copy/writing, best home/welcome page, best navigation/structure, best practices, best use of animation or motion graphics, best use of photography, best use of video or moving image, best visual design – aesthetic, best visual design – function, blog – business, blog – cultural, blog – political, broadband,
celebrity/fan, charitable organizations/non-profit, community, consumer electronics, corporate communications, cultural institutions,
education, employment, events,
family/parenting, fashion, financial services, food and beverage,
games, games-related, government, green, guides/ratings/reviews,
health, humor, insurance, it hardware/software,
law, lifestyle,
magazine, movie and film, music,
netart, news,
personal blog/website, pharmaceuticals, politics, professional services,
radio/podcasts, real estate, religion and spirituality, restaurant, retail,
school/university, science, self-promotion/portfolio, social networking, sports, student,
telecommunications, television, tourism, travel,
web services & applications, weird,
youth.

Per visionare l’elenco tutti i premi e delle nominations si può consultare il sito ufficiale dei Webby Awards.

Il 60% della navigazione mobile sui Social Network

2 maggio 2010 by Roberto  
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Da un’analisi di Ground Truth, agenzia di Seattle specializzata in statistiche su internet, eseguita su oltre 3 milioni di statunitensi emerge che Il 59,83% del tempo di navigazione in rete da dispositivi mobili è dedicato alle attività di social networking.
Seguono poi i portali, i siti degli operatori, quelli di messaggistica e le pagine dedicate ai download di file ed infine tutto il resto.
Per gli americani utenti della Rete Mobile oltre la metà del tempo viene impiegato su Internet in attività sui social network.
I dati sono stati raccolti tra il 28 marzo al 4 aprile 2010 su una base di oltre 3 milioni di statunitensi ad utenza di rete non fissa.
La tendenza quindi è generale: nel web la popolarità dei Social Network è ormai appurata e questo viene confermato anche nell’Internet mobile.

Ground Truth, per bocca di Evan Neufeld, vice presidente del marketing afferma: «Si tratta di una nitida dimostrazione dell’impatto che il social networking ha sul traffico dell’Internet mobile, in una data settimana»
Dopo aver stimato la tendenza generale Ground Truth ha dato una occhiata su quali Social Network gli americani focalizzassero maggiormente la loro attenzione.

I dati sono significativi: l’attività su siti sociali appositamente studiati per il mobile, come MocoSpace e AirG (piattaforme basate su chat), è più forte rispetto a quella su piattaforme che nascono invece per il desktop, come Facebook e MySpace (in versione mobile).

Emerge così che le piattaforme che non integrano applicazioni per dispositivi mobili (cellulari e simili) rischiano di non guadagnarsi quella fetta di mercato della navigazione mobile.

Facebook punta a diventare la colla del Social Web

23 aprile 2010 by Roberto  
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Dopo la conferenza f8 dei giorni scorsi, dedicata agli sviluppatori, tenuta dai massimi vertici di Facebook, emerge una forte voglia di cambiare le regole da parte del social network di Palo Alto creato da Mark Zuckerberg.
Zuckerberg sembra seriamente intenzionato a stravolgere più o meno la propria creatura: si va dalla tanto discussa gestione della privacy degli utenti alla integrazione di Facebook con il resto del Web.
Saranno proprio i dati degli utenti a diventare patrimonio degli sviluppatori.
La soglia della privacy utente si è assottigliata: se prima serviva autorizzare una determinata applicazione in Facebook perché questa ricavasse le generalità degli utenti, ora invece basterà che gli utenti vi interagiscano anche una unica volta per aprire abbattere le barriere della privacy agli sviluppatori.

Si passerà da “Facebok Connect” al nuovo servizio “Open Graph” che permetterà in sostanza ai gestori di siti di prepararsi alla visita dell’utente confezionandone l’esperienza Web con i dati ed i gusti carpiti dal profilo “aperto” di Facebook.
Inoltre “Facebook Lite” chiuderà i battenti a fronte dei nuovi cambiamenti in atto.
Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg spiega: “Stiamo operando in maniera che tutti i siti Web possano lavorare insieme per creare una rete di contatti migliore e migliorare l’esperienza social di ognuno; abbiamo ridisegnato la piattaforma per semplificare e migliorare gli strumenti utilizzabili dagli sviluppatori sparsi per la Rete al fine di dare una forma alla mappa“.

Cioè FB punta a diventare la colla tra gli utenti ed i siti web usando proprio i dati che gli utilizzatori stessi di Facebook apportano quotidianamente.
Questa rivoluzione è stata accolta favorevolmente dai partner del Social Network di Palo Alto.
Tom Conrad, CTO di Pandora il famoso portale musicale, a domanda specifica del New York Times risponde: “Queste novità consentiranno agli utenti di Pandora di condividere i propri gusti su Facebook, facilitando l’inserimento dei novizi senza che questi debbano frugare nel database; possiamo dire ora che Pandora è finalmente social“.


Pagina sociale:di cosa stiamo parlando?

22 aprile 2010 by Alessia  
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Forse sono l’unica che ancora non le aveva viste (dato il numero elevatissimo di smanettatori di Facebook) ma ho da poco scoperto le pagini sociali su Facebook. Sono un nuovo tipo di Pagina che si fondano su argomenti, valori o esperienze e ti consentono di vedere cosa dice la gente sugli argomenti che ti interessano e scoprire chi sono gli amici con cui condividi tali connessioni. Sono simili alle altre Pagine con cui hai la possibilità di connetterti, ma non generano notizie nella relativa sezione del tuo profilo e non sono create e mantenute da un singolo autore. Se è disponibile un contenuto Wikipedia per l’argomento in questione, esso verrà incluso in queste Pagine. Mentre i gruppi ti consentono di scambiare idee su argomenti specifici direttamente con gli altri utenti di Facebook, con le Pagine sociali potrai ottenere maggiori informazioni e vedere cosa dicono gli altri sugli argomenti che ti stanno a cuore.

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