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La mossa di questi giorni del Governo Finlandese: definire un “diritto legale” l’accesso a Internet per gli oltre 5 milioni di finlandesi.
Secondo il Ministero per le Comunicazioni vige la regola che “una connessione a banda larga di alta qualità a un prezzo ragionevole è un diritto elementare”; quindi i 26 operatori presenti nel territorio sono definiti come “fornitori di un servizio universale”, dovranno quindi essere in grado di servire ogni struttura abitativa o ufficio con una linea broad band con velocità di download di almeno 1 Megabit al secondo.
Peraltro fonti ministeriali danno già per rispettata nella quasi totalità delle abitazioni la direttive adottate.
Già nel 2015 vi è la promessa si servire il paese a 100 Megabit; come siamo lontani in Italia da queste visioni, si vuole rilanciare il Paese dello stivale senza potenziare la comunicazione globale.
Il confronto non regge: da noi in Italia 12 cittadini su 100 non possono usufruire della banda larga (Digital Divide), mentre in Finlandia si proclama la stessa come un diritto e ci si opera perchè la velocità sia la massima possibile.
“Abbiamo considerato il ruolo di Internet nel quotidiano dei finlandesi. I servizi Web non sono più solo intrattenimento”, ha detto Suvi Linden, il Ministro per le Telecomunicazioni del paese. “La Finlandia ha lavorato duramente per lo sviluppo della società di informazione e un paio di anni fa abbiamo scoperto che non tutti avevano un accesso”.
Nella vicina Inghilterra la connessione a 2Mbps sarà garantita a tutti entro il 2012.
Forte di questa legge varata in questi giorni la Finlandia controbatte dicendo: “Siamo stati noi ad averne fatto un diritto basilare“.
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