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Google sopprimerà il progetto Wave: il Social Network che aggrega insieme chat, condivisione di file e collaborazione tra persone in tempo reale.
Il flop è stato annunciato con un lapidario: «Wave non ha avuto il riscontro che speravamo» attraverso una articolo sul blog ufficiale della compagnia di Mountain View dopo solo un anno dal suo lancio.
Tutto questo dopo le ultimissime innovazioni che il pacchetto ha avuto come ad esempio il correttore automatico in grado di comprendere non solo le singole parole, ma il contesto generale in cui venivano inserite.
Eric Schmidt, amministratore delegato di Google riporta: «Ci piaceva l’interfaccia e le nuove funzioni, ma non ha ottenuto abbastanza attenzione».
Nel campo del software nulla si butta totalmente ma qualcosa si ricicla sempre: la piattaforma non esisterà più come progetto indipendente, dice Big G, e la sua tecnologia verrà reimpiegata in altri progetti.
La decisione presa da Google è di lasciare attiva la piattaforma collaborativa fino alla fine dell’anno e di rendere disponibili le parti centrali del codice come base open source.
Wave è nato, secondo i piani di Google, come prodotto “email Killer” e “Facebook killer”, facendo presagire ad una vera e propria rivoluzione del social web: avrebbe dovuto sostituire la posta elettronica; in rete vi erano pochi inviti, a seguito di una raffinata strategia di marketing, quotati all’inizio fino a 5 mila dollari su eBay.
Ora è il tempo di chiedersi quali sono state le cause del flop: quasi nessuno usa “l’onda”.
Secondo il “ReadWriteWeb” il prodotto era troppo di nicchia; mentre per “Search Engine Land” l’applicazione offriva troppe funzioni, disorientando così gli utenti.
Scorrendo i flop di Google si nota la sequenza di sconfitte nei Social Network.
Nel 2004 ha lanciato Orkut: ha riscosso successo solo in Brasile e India, restando sconosciuto nei paesi occidentali.
Big G ha acquistato Jaiku, un clone di twitter, ma poi ha chiuso il progetto di microblogging perché la partecipazione era scarsa.
Nel 2005 aveva puntato sui social network geografici che mostrano dove si trova l’utente: recentemente negli States ha raggiunto 2 milioni di utenti Foursquare, una rete sociale online che consente alle persone di segnalare dove si trovano.
Cinque anni fa Google aveva acquisito un altro “geo-social-network”: Dodgeball, poi abbandonato. Ci ha riprovato con Latitude, senza finora riscontrarne troppo interesse.
Intanto, c’è attesa per l’ultimo progetto in cantiere: un social che annuncia una sfida aperta a Facebook che dovrebbe chiamarsi Google.Me.
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