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Google sabato scorso è stata vittima di una beffa, prontamente messa a posto nel giro di poche ore: infatti se veniva digitata la parola «Vatican» il motore di ricerca proponeva come primo risultato il sito «pedofilo.com».
Un vero e proprio “errore di indicizzazione” oppure, come sembra l’opera di qualche hacker che ha sfruttato una falla nell’algoritmo segreto di Google? Il gigante dei motori ha comunque ritenuto opportuno esaminare tempestivamente la questione: “Stiamo valutando le cause, non si è trattato necessariamente di un hackeraggio“, dichiarano dall’azienda di Mountain View che non ha ancora fornito una spiegazione ufficiale.
Il sito www.pedofilo.com è intestato ad un messicano, che gestisce la società informatica Guionbajo nel Nuevo Leon, e ad momento risulta inaccessibile.
Dalla cache di Google il dominio incriminato, dal nome volutamente provocatorio, si occupa di informazione religiosa.
Le prime ipotesi fatte da terzi puntano diritte alla tecnica del ‘googlebombing’ secondo cui viene attribuita importanza a una pagina internet in rapporto a quanti link verso di essa si trovano all’interno di altri siti web.
Google aveva dichiarato nel 2007 di aver eliminato la possibilità di scalate alla classifica con questo tipo di azioni, ma evidentemente ci si trova di fronte a una tecnica nuova per ottenere lo stesso risultato.
In passato il ‘googlebombing’ era già stato sfruttato: quando si cercava «miserable failure» (miserabile fallimento) si veniva dirottati verso la pagina della biografia del presidente americano.
Sicuramente i SEO di mezzo mondo stanno cercando di capire il fenomeno per sfruttarlo a proprio vantaggio.
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