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Finora Apple obbligava gli sviluppatori ad utilizzare unicamente il suo ambiente di sviluppo per creare le applicazioni per iPhone e iPad per il Sistema Operativo iOs; inoltre le app dovevano essere scritte nei linguaggi Objective-C, C, C++, o JavaScript.
Il 9 settembre, in un comunicato, la casa della mela morsicata ha fatto un passo avanti (o un passo indietro?) annunciato dei cambiamenti nelle linee guida: si potranno sviluppare software anche con strumenti di terze parti che comunque non potranno caricare del codice ma solo convertire le applicazioni.
Apple spiega: “Abbiamo ascoltato i nostri sviluppatori, prendendo in considerazione le loro opinioni e i loro feedback. Sulla base dei loro suggerimenti, abbiamo deciso di apportare alcuni importanti cambiamenti alla nostra licenza iOS Developer Program per quanto concerne le sezioni 3.3.1, 3.3.2 e 3.3.9“.
L’apertura delle regole porta sempre verso il controllo della casa di Cupertino e nell’approvare solo applicazioni di alto livello facendo in modo che il software venga scritto solo da programmatori professionisti per evitare applicazioni duplicate o peggio inutili.
Ci sarà anche una Review Board, una corte d’appello, a cui fare ricorso nel caso la propria applicazione venisse rifiutata. Di contro non ci si potrà lamentare con gli organi d’informazione pena l’esclusione per sempre dall’App Store.
Qualcuno ipotizza anche una parziale apertura a favore della tecnologia Flash di Adobe, da sempre osteggiata dall’azienda di Cupertino, dato che si potranno creare applicazioni per iPhone, iPad e iPod Touch con software di terze parti.
Google ha voluto dare il suo parere favorevole alla notizia sottolineando che questa inaspettata apertura favorirà l’utilizzo di nuove soluzioni nel campo della pubblicità sui dispositivi mobili.
Nel frattempo, la mossa ha già dato i suoi frutti: dopo questo annuncio le azioni di Apple hanno chiuso in borsa con un +12%.
La mossa credo sia stata fatta anche considerando che Google Android macina cifre sempre più consistenti di diffusione e gradimento.
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