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Dai laboratori di casa Google nasce App Inventor: un kit di sviluppo per realizzare con semplicità programmi per smartphone Android.
Big G per la la sua creatura Android, nata per contrastare lo strapotere di Apple nel campo degli smartphone, ha pensato ad uno strumento per far produrre programmi “fai da te” a tutti coloro che non sono avvezzi di codice e di programmazione: con App Inventor si possono produrre veri e propri software in modo semplice.
L’ambiente di sviluppo è completamente visuale; l’app si materializza attraverso semplici operazioni di drag&drop, trascinando cioè gli oggetti che intendiamo usare e su cui vogliamo interagire, sulla finestra principale del programma.
App Inventor è struttuato in “blocchi”, una sorta di Lego per sviluppare applicazioni con i mattoncini messi a disposizione.
Ovviamente nel costruire le nostre applicazioni potremo integrare anche le funzioni intrinseche del nostro dispositivo mobile: telefono, GPS, accelerometro, messaggi, Wi-Fi, internet, riconoscimento vocale e quant’altro.
L’editor a blocchi di App Inventor sfrutta la Open Blocks Java Library, una libreria distribuita nell’ambito del Massachusetts Institute of Technology’s Scheller Teacher Education Program. Il compilatore che traduce i blocchi in codice per Android si basa sul Kawa Language Framework e sul Kawa’s Dialect of the Scheme Programming Language, distribuiti come software Open Source dalla Free Software Foundation.
A questo progetto Google ha investito un anno di lavoro ed è stato testato con una curiosa fascia di utenti: bambini appena usciti dalle scuole elementari, ragazzine delle scuole medie, laureate in Infermeria e in altre facoltà universitarie per nulla legate alle discipline informatiche.
Un software per tutti che secondo Harold Abelson, ingegnere del MIT Massachusetts Institute of Technology e a capo del progetto App Inventor, persegue l’obiettivo di invogliare gli utenti a passare da semplici fruitori a creatori di software.
Il dubbio che segnala il Guardian è questo: attualmente per Android il numero di applicazioni non supera le 90.000 unità, mentre l’App Store di Apple ne offre oltre 250.000. Sembra quindi che Google voglia incrementare il numero delle sue applicazioni, portando nuovi “programmatori” od aspiranti tali a sviluppare per piattaforma Android.
Data la facilità di costruire applicazioni il colosso di Mountain View corre il rischio di essere sommersa da app inutili.
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