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Il ricercatore italiano Fabrizio Tamburini, dell’Università di Padova, ha ideato e messo in “onda” a Venezia un esperimento che sfrutta la “vorticità” delle onde elettromagnetiche, le stesse dei segnali Wi-Fi, per intenderci, per trasportare molte più informazioni sulla stessa frequenza radio. Per far capire i vortici delle onde radio Tamburini ha paragonato a dei fusilli il segnale delle onde elettromagnetiche.
Questa idea ovviamente potrebbe aprire nuovi orizzonti da esplorare e da sfruttare nel campo delle telecomunicazioni, settore sempre più caldo degli ultimi anni. Continua a leggere
Stavolta non parlo di esperimenti da laboratorio, il motore ad ammoniaca è già realtà ed è montato su un camioncino della nettezza urbana di Pontedera adibito al servizio di raccolta notturno. La realizzazione si deve ai ricercatori della Pont-Tech (Pontedera tecnologie) che grazie al supporto della Scuola superiore Sant’Anna, del Comune di Pontedera, della Provincia di Pisa e della Regione Toscana hanno permesso la realizzazione del motore pulito.
Lo scopo era di trovare una valida alternativa al motore all’idrogeno, che è il motore più verde in assoluto, dato che le uniche emissioni che produce sono di vapore acqueo, ma che è scarsamente stoccabile se non a pressioni elevatissime (700 bar) o a temperature bassissime (-240°C), vanificandone i benefici. Continua a leggere
“We have something you really have to see. And touch”. Nell’invito di Apple al Yerba Buena Center for the Arts si legge: “Abbiamo qualcosa che davvero dovete vedere. E toccare”. Molti rumors corrono sulla rete, ma nessuno conosce quello che Apple presenterà alla stampa mercoledì prossimo (ipotizzo alle 19:00 italiane) nella solita platea di San Francisco, anche se le voci più insistenti parlano del successore del’iPad2: il vociferato iPad3.
Come consuetudine la Mela Morsicata non lascia trapelare nulla, e molti avanzano delle ipotesi sulla nuova tavoletta, che voglio riassumere per fare il punto delle ipotesi. Continua a leggere
Tutti conosciamo la pellicola Terminator, film del 1984 di James Cameron in cui il cyborg T-800 era dotato di visione in «realtà aumentata» (per l’epoca pura fantascienza). In realtà le scene in cui si vede la sovrimpressione del mondo reale con informazioni aggiuntive non sono altro che porzioni di codice assembler scritte per il processore a 8 bit 6502 che al tempo equipaggiava l’Apple II.
Che c’entra la cyber-vista di Terminator con Google? Le indiscrezioni raccolte da Nick Bilton, giornalista del The New York Times, direttamente da un laboratorio «segreto» di Google, dove si lavora su molte idee futuribili, parlano della prossima uscita di occhiali dotati di tecnologia a realtà aumentata alla Terminator.
Secondo alcuni dipendenti di Mountain View, che ovviamente vogliono restare anonimi, gli occhiali saranno in vendita già alla fine di quest’anno (a Natale?) e costeranno come uno smartphone ovvero tra i 250 e i 600 dollari. Continua a leggere
È finalmente giunta l’ora della rete 4G Long Term Evolution (LTE) in Italia. Della architettura della rete mobile di quarta generazione ne avevo parlato in un precedente articolo a luglio dell’anno scorso. Il servizio è previsto di andare a regime l’anno prossimo, con velocità iniziale di 144 Mbps in download ma che arriverà a quota un Gbps.
A beneficiarne sui nostri futuri smartphone, tablet e chiavette internet saranno soprattutto i servizi mangia-banda come gli stream video in HD e forse allora la navigazione in mobilità sarà totalmente equiparata alla più classica navigazione web con tecnologia DSL. Continua a leggere
Stanchi delle password biometriche come impronte digitali, scansione delle vene della mano, lettura dell’iride dell’occhio e riconoscimento facciale? Proviamo allora una nuova password: il nostro battito cardiaco. Così la pensa Chun-Liang Lin, un ricercatore dell’università statale Chung Hsing di Taiwan, che ha formulato la sua tesi secondo cui il nostro battito del cuore è la nostra firma, diversa da persona a persona, quindi ideale per essere usato come password.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista online New Scientist a firma di Jacob Aron, dove Chun-Liang Lin formula la valida alternativa di usare il battito cardiaco come password al posto delle classiche password biometriche, in quanto il battito cardiaco è unico da persona a persona. Continua a leggere
Sentiamo il bisogno di: “Un posto in cui i curiosi possono recarsi per parlare di idee radicali per risolvere i problemi del mondo. Radicali nel senso che devono aiutare miliardi di persone. Radicali nel senso che l’audacia delle proposte le renda quasi impossibili, fantasiose. Radicali nel senso che dovranno arrivare delle svolte tecnologiche che ci permettano di guardare al futuro con fiducia sperando che questi progetti vedano la luce”? Se la risposta è affermativa allora basta rivolgersi a Google, che ha messo in piedi il progetto “Solve for X”.
Come da tradizione del colosso dei motori la piattaforma si presenta in versione beta ed a inviti, ed è pensata per attirare gli innovatori globali, altrimenti detti “geni”, che abbiano idee concrete per migliorare la qualità della vita e del pianeta Terra. Qualche esempio? Sfruttamento più razionale dell’energia, progetti per desalinizzare le acque del pianeta, riduzione dei rifiuti prodotti, piani strategici per la riduzione dei cambiamenti climatici, e così via… Continua a leggere
Dopo poco più di un anno dal nobel sul grafene del 2010, consegnato ai ricercatori russi Andre Geim e Konstantin Novoselov, ecco che si affaccia un nuovo materiale da impiegare nella costruzione dei microchip dei microprocessori delle nostre unità di calcolo: la “molybdenite”. A dire il vero non si tratta di un nuovo materiale, dato che la molibdenite si conosce già da tempo per i suoi impieghi nel campo delle leghe di acciaio o come additivo nei lubrificanti. È solo cambiato il modo con cui si considera il materiale, che è abbondante in natura, e che si può trovare in giacimenti minerali anche da noi in Italia. La rivista online Nature Nanotechnology il 30 gennaio pubblica uno studio del Laboratorio dell’EPFL di elettronica e delle strutture su nanoscala (LANES) in cui dimostra la bontà della molibdenite (MoS2) nel campo dei semiconduttori elettronici rispetto ai rivali silicio e grafene. Continua a leggere
Può un videogame rompere il ghiaccio tra due persone? Si, no, forse… ma questo è il target di Fingle, come ampiamente documentato dai video di presentazione del programma per iPad creato da Adriaan de Jongh del team olandese Game Oven ispirato al vecchio Twister, il primo gioco in cui il corpo dei giocatori aveva un ruolo fondamentale nello svolgimento di una partita.
L’ampio touchscreen della tavoletta della mela ha offerto lo spunto alla Game Oven per creare Fingle che grazie alle capacità touch del display dell’apparecchio ha creato un semplice gioco dove “sfiorare” è obbligatorio nel senso più compiuto della parola. Continua a leggere
Ho visto la presentazione dei cubetti di Sifteo al CES di Las Vegas, ma l’idea non mi era nuova ed allora mi sono ricordato di un vecchio articolo scritto alla fine del 2009 in cui parlavo proprio di una idea simile, praticamente identica e di uno speech di David Merrill che parlava ad TED. Ho collegato il tutto ed ho visto che Merrill è presidente e co-fondatore assieme a Jeevan Kalanithi di Sifteo: tutto torna adesso.
Non è mia intenzione ripetere la sostanza dell’intuizione legata ai “Sifteo Cubes”, voglio però aggiornare il post con le ultime notizie sui “mattoncini che pensano” (così li ho definiti nell’articolo scorso). Continua a leggere