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Siamo soliti distinguere gli strumenti di un’orchestra per tipologia: ci sono gli archi ovvero gli strumenti a corda, i fiati come i legni e gli ottoni, le percussioni; oggi c’è un nuovo strumento ad… acqua.
l’Hydraulophone è uno strumento musicale fuori dal comune, è stato presentato alla “Singularity Conference” di San Francisco da due ricercatori che lavorano nel campo delle interfacce e funziona ad acqua.
Per farlo suonare si mettono le dita in corrispondenza dei fori, da cui fuoriescono zampilli d’acqua, e dalla combinazione delle dita ne escono dei suoni molto simili a quelli prodotti da un flauto piuttosto che da un organo.
Il “flauto ad acqua” è una creazione dei due professori Steve Mann e Ryan Janzen: “Quello che cerchiamo di realizzare sono interfacce che riescano a catturare l’attenzione della gente sia per la semplicità che per l’efficacia“.
In questo singolare strumento non è l’aria che fa emettere suoni allo strumento ma acqua che fuoriesce da dei “water jet” in miniatura.
Il progetto ha preso vita agli inizi degli anni Novanta da Mann, ma solo oggi con l’aiuto di Janzen, è riuscito ad ottenere dei suoni modulati; si poteva costruire lo strumento musicale. “Lo strumento consente di esprimersi in una maniera molto ricca“. ha detto Mann in una intervista rilasciata a Wired, “ed è la dimostrazione che le interfacce flessibili potranno essere sempre più importanti in futuro. Abbiamo bisogno di poter dare informazioni tattili alle macchine e ricevere informazioni dalle macchine stesse“.
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